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Hacker/ Anonymous ha fatto il salto di qualità: per la polizia postale sarà più difficile contrastare un gruppo che agisce non più per noia, ma con motivazioni politiche

Martedì, 26 luglio 2011 • Categoria: Internet Sicurezza
Non gli hanno lasciato nemmeno il tempo di finire la bottiglia di champagne.
Bottiglia che molto poco saggiamente i signori della polizia postale avevano pubblicamente stappato per annunciare la "decapitazione" dei vertici italiani degli Anonymous, il gruppo di hackers che da qualche tempo a questa parte sta creando non pochi grattacapi ad aziende e istituzioni.
Ci scrissi pure un articolo criticando la pompa magna e la campagna stampa con la quale la polizia postale aveva annunciato l'esito dell'operazione. D'accordo che oggi viviamo tutti di comunicati web però mi era sembrato un pochetto eccessivo l'annunciare la decapitazione di un'organizzazione che per sua stessa natura è acefala e distribuita, proprio perché si appoggia alla rete.
Avevo scritto che era stato un errore pubblicizzare l'arresto dei presunti vertici di Anonymous perché vertici non erano e perché avrebbero immediatamente trovato uno, dieci, centomila smanettoni informatici pronti a farsi emuli e a rimpiazzarli. Perché così va Internet.

E puntuale è arrivata la vendetta. Ma non una vendetta qualsiasi, la più pesante che quelli di Anonymous potessero orchestrare. I birbanti informatici sono andati a scardinare la cassaforte informatica del CNAIPIC, il Centro Nazionale Italiano per la Protezione delle Infrastrutture Critiche. Facendo fare alla polizia postale non una, bensì due figure barbine. La prima, perché è come se Vallanzasca fosse andato a rubare in casa del ministro dell' Interno.



Non ho idea di come abbiano fatto, non mi serve. C'è sempre stato un
modo e sempre ci sarà. E' inutile: da un lato ci sono decine di tecnici
che si arrovellano per cercare di mettere in sicurezza le infrastrutture
critiche, dall' altro c'è sempre un singolo creativo che ragionando in
maniera non lineare riesce a trovare il modo per metterli nel sacco. E
se il modo non c'è, lo inventa, non c'è verso.

Il creativo che ragiona in maniera non lineare si chiama hacker per l'appunto. Non esiste definizione migliore.



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