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Gran Bretagna come Cina e Iran? Cresce l’opposizione al piano del governo per il controllo delle comunicazioni

Venerdì, 6 aprile 2012 • Categoria: Intercettazioni

Si allarga il coro di proteste nel Regno Unito sul piano del Governo volto a dare ai servizi di intelligence la facoltà di monitorare chiamate, email, sms e navigazione di ogni utente.Il ministero degli Interni britannico difende la proposta come una misura essenziale contro il crimine e il terrorismo, ma c’è già chi paragona il progetto al ‘Great Firewall’ cinese.In base alla proposta, resa pubblica dal Sunday Times, entro quest’anno sarà promulgata una legge che autorizzerà le autorità a imporre agli operatori e ai fornitori di servizi internet di installare dei dispositivi atti a consentire all’agenzia governativa GCHQ (Government Communications Headquarters) di esaminare le comunicazioni individuali senza bisogno di mandato.Una simile iniziativa era stata tentata anche dal governo Laburista nel 2006, ma era stata abbandonata proprio per la feroce opposizione sia all’interno dello stesso governo che da parte dell’opinione pubblica.

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Bug nella rete GSM consente di telefonare gratis

Venerdì, 30 dicembre 2011 • Categoria: Intercettazioni

I Security Research Labs di Berlino hanno scoperto una grave vulnerabilità nella rete GSM che consente ad un hacker di effettuare telefonate o di inviare SMS utilizzando i cellulari di ignari utenti. Il bug di tipo software è presente nelle infrastrutture mobile di 32 operatori telefonici di 11 paesi, Italia inclusa.La tecnologia GSM, nata circa 20 anni or sono ed utilizzata da miliardi di utenti in tutto il mondo, è molto vulnerabile alle intercettazioni. Karsten Nohl, esperto di sicurezza mobile e responsabile dei Security Research Labs, ha dichiarato che negli ultimi anni è cresciuta la percentuale di attacchi alla rete GSM dovuti alla maggiore diffusione dei dispositivi rispetto ai PC, finora il principale bersaglio degli hacker.La GSMA, l’associazione che unisce gli operatori e varie aziende con l’obiettivo di promuovere il sistema di telefonia GSM, ritiene che la rete sia molto sicura e che la possibilità di un attacco sia molto remota.
I maggiori rischi per la sicurezza provengono da malware di vario genere che consente di prendere il controllo del dispositivo, sfruttando bug del software, sistemi operativi o applicazioni. Nohl però ha scoperto un modo per sfruttare una nota vulnerabilità nella tecnologia GSM che permette di colpire migliaia di cellulari in poco tempo.


Spiare PC

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Una trascrizione falsa? No, "miraggio acustico"

Martedì, 27 dicembre 2011 • Categoria: Intercettazioni
«Miraggi» e «miracoli acustici» archiviano la vergogna delle intercettazioni taroccate. È la storia del discusso proscioglimento davanti al gup di Lecco di alcuni ispettori della Dia di Messina indagati per aver trascritto in modo fantasioso, nel luglio del 2001, alcune intercettazioni in un bar della città siciliana dal contenuto in realtà assolutamente «non udibile». Presunte chiacchierate attribuite a tre persone (arrestate insieme ad altre tredici, tutte scagionate prima del processo) dove si sarebbe fatto cenno a fatti gravissimi: traffico d’armi, rapporti con cosche mafiose, smercio di grosse quantità di stupefacenti, corruzioni di giudici, addirittura un omicidio. Bene (si fa per dire). Nel nastro originale alla base dell’inchiesta che manderà in galera l’ex sottosegretario Santino Pagano, il giudice Giuseppe Savoca, imprenditori dello Stretto e quant’altro, s’è poi scoperto che nulla di quanto era stato trascritto dalla Dia figurava nella bobina. Niente si sentiva. Le consulenze tecniche, di parte e quelle super partes, l’hanno accertato.

Spiare PC

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Le microspie ? In Siria cadono dal cielo

Martedì, 27 dicembre 2011 • Categoria: Intercettazioni

Microspie per intercettare le comunicazioni. Le ha paracadutate un aereo non identificato il 14 dicembre sulle colline di Afrin, villaggio siriano distante pochi chilometri dal confine con la Turchia. Gli strani gadget sono stati in seguito fotografati da un abitante della zona che ha pubblicato le immagini su Facebook.

MESSAGGI RADIO - Le microspie – secondo fonti dell'opposizione siriana – pesano circa 90 grammi, hanno una piccola antenna e portano due iscrizioni: Made in Germany, «Graw Dfm-06». La «Graw»è una compagnia tedesca specializzata nella produzione di radio-sonde, trasmettitori impiegati sui palloni aerostatici e strumenti per il controllo del clima. Per gli esperti, però, gli apparati rinvenuti a Afrin sarebbero stati modificati per captare messaggi radio.



Rilevatori di microspie

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Le microspie ? In Siria cadono dal cielo

Martedì, 27 dicembre 2011 • Categoria: Intercettazioni

Microspie per intercettare le comunicazioni. Le ha paracadutate un aereo non identificato il 14 dicembre sulle colline di Afrin, villaggio siriano distante pochi chilometri dal confine con la Turchia. Gli strani gadget sono stati in seguito fotografati da un abitante della zona che ha pubblicato le immagini su Facebook.

MESSAGGI RADIO - Le microspie – secondo fonti dell'opposizione siriana – pesano circa 90 grammi, hanno una piccola antenna e portano due iscrizioni: Made in Germany, «Graw Dfm-06». La «Graw»è una compagnia tedesca specializzata nella produzione di radio-sonde, trasmettitori impiegati sui palloni aerostatici e strumenti per il controllo del clima. Per gli esperti, però, gli apparati rinvenuti a Afrin sarebbero stati modificati per captare messaggi radio.



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Sospetto di cimici in procura a Palermo. Manomessa centralina negli uffici della Dda

Venerdì, 18 novembre 2011 • Categoria: Intercettazioni

La centralina telefonica manomessa, il coperchio del congegno aperto, alcuni fili sul pavimento recisi di netto e i collegamenti interni ripristinati alla buona con il nastro adesivo. E' l'inquietante scoperta fatta ieri mattina al Palazzo di Giustizia di Palermo. A dare l'allarme una dipendente dell'azienda che effettua le pulizie proprio al secondo piano del palazzo, dove ci sono gli uffici della Procura. La stanza in cui è stato fatto il grave ritrovamento è quella della dottoressa Lia Sava, sostituto procuratore della Direzione distrettuale Antimafia palermitana, titolare di diverse delicate inchieste sulle cosche mafiose ma anche sui rapporti tra la politica e Cosa Nostra.

L'ufficio della dottoressa Sava è stato immediatamente ispezionato dai carabinieri del Ros, secondo i quali sarebbero evidenti le tracce di una possibile manomissione telefonica. I primi accertamenti degli ufficiali del Reparto Operativo hanno indicato che l'intervento esterno sui congegni elettrici risalirebbe a non più di dieci giorni fa. E proprio dieci giorni fa la dottoressa Sava aveva trovato per la prima volta la porta del suo ufficio aperta, segnalando lo strano fatto in una relazione di servizio al procuratore capo Francesco Messineo.

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COME SVOLGO UN INTERVENTO DI BONIFICA DA MICROSPIE

Lunedì, 17 ottobre 2011 • Categoria: Intercettazioni
Una volta sul posto da bonificare, dotato di uno speciale laboratorio per bonifiche da microspie, comincerò ad eseguire una serie di ispezioni.
I locali dovranno essere preferibilmente sgombri per esempio nel weekend, nelle ore notturne o comunque in orari in cui nel locale da sottoporre non sia presente nessuno.

Esame dello spettro radio dalle VLF alle SHF allo scopo di individuare eventuali dispositivi d'intercettazione, sia audio sia video, utilizzanti qualsiasi tipo di modulazione, sia analogica sia digitale.

Esame elettronico e fisico degli impianti telefonici presenti all'interno dei locali e dell'eventuale centralina allo scopo di individuare eventuali dispositivi d'intercettazione.

Esame elettronico dei locali, degli arredi, delle suppellettili e delle pareti allo scopo di individuare, mediante rivelatore di giunzioni non lineari, eventuali dispositivi elettronici, di qualsiasi natura, occultati, anche spenti o non funzionanti.

Esame dei cablaggi elettrici ed elettronici presenti nei locali allo scopo di identificare possibili mezzi d'intercettazione.

Esame della struttura fisica dei locali e dei loro impianti di pertinenza allo scopo di determinare il grado globale di sicurezza.

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Le telco rispondono a Feltri: le spie non siamo noi

Mercoledì, 5 ottobre 2011 • Categoria: Intercettazioni
Asstel, l'associazione di Confindustria delle telco, risponde all'infondatezza delle accuse del direttore Vittorio Feltri: non è vero che siamo tutti spiati. La legge obbliga i gestori telefonici a conservare il solo elenco dei numeri telefonici che hanno inviato e ricevuto telefonate e sms per un massimo di 24 mesi per le sole finalità di accertamento e repressione dei reati. Gli operatori di telefonia mobile non sono spie e certamente non archiviano chiamate e SMS dei clienti fino all'eternità. Asstel, l'associazione di Confindustria che cura gli interessi delle telco, è furibonda. "È assolutamente infondato che i contenuti di chiamate e di sms inviati e ricevuti dai clienti siano conservati sui sistemi aziendali degli operatori telefonici", si legge nell'ultima nota.

A scatenare l'ira funesta degli operatori ci ha pensato Vittorio Feltri, che la settimana scorsa su Il Giornale ha firmato un articolo a tinte forti contro le intercettazioni. "Mi vengono i brividi a pensare che gli SMS di tutti vengono conservati per 2 anni: questa è una violazione patente e palese della privacy. Allora è vero che siamo tutti spiati [...]", ha scritto il direttore.

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Perchè Poteggere le Telecomunicazioni

Mercoledì, 5 ottobre 2011 • Categoria: Intercettazioni
Mentre l'opinione pubblica è generalmente divisa sul tema delle intercettazioni telefoniche e leggi dello Stato in materia esistono e vengono regolarmente applicate (e violate), vi sono un numero impensato di problemi nel mondo delle intercettazioni e gravi episodi lesivi dei principi della democrazia. In questo documento vengono illustrate un numero di valide ragioni per proteggere le  telecomunicazioni, soprattutto da parte di coloro che ritengono di muoversi nella legalità, e degli spunti per un dibattito pubblico sull'argomento.

Introduzione Riconoscimenti 1 Privacy e Diritti Civili 2 Democrazia 3 Privacy e Governi 4 Anonimato 5 Anonimato nel Commercio 6 Progresso Tecnologico 7 Numero Totale delle Intercettazioni Legali 8 Uso Distorto delle Intercettazioni, Errori ed Abusi 9 Uso Illecito delle Intercettazioni Legali 10 Polizia Giudiziaria e Magistratura 11 Uso Illecito delle Strutture Tecnologiche per le Intercettazioni Legali 12 Intercettazioni Illegali 13 Traffico di Tabulati telefonici 14 Spionaggio Industriale 15 Economia della Sicurezza Conclusioni

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Non farsi intercettare? Un gioco da ragazzi

Martedì, 27 settembre 2011 • Categoria: Intercettazioni

Intercettare qualcuno è molto facile ma lo è altrettanto difendersi. Basta sapere come: è tutta qui la differenza. A cadere nella rete delle intercettazioni (legali ma anche illegali) sono quindi perlopiù coloro che non conoscono le possibilità delle nuove tecnologie. Abbiamo compilato questa guida con l'aiuto di un noto detective esperto di informatica, che ha preferito però restare anonimo.

Intercettare è facile
La quasi totalità delle intercettazioni in Italia è legale. Su richiesta di un magistrato, l'operatore fa partire l'intercettazione su un numero di rete fissa o mobile. Utilizza che apparati inoltrano tutte le chiamate, videochiamate e Sms ricevuti verso un'altra linea dove saranno ascoltati e registrati dagli inquirenti tramite altri software. Allo stesso modo è possibile intercettare il traffico Internet fatto via rete fissa o mobile, i messaggi multimediali (mms) inviati dal cellulare e localizzare l'utente che lo sta usando. Tra i prodotti più noti in Italia, per intercettare, ci sono il Sistema Area, di Area Spa di Binago (Co); RT, della triestina Radio Trevisan. Mito e Ivs, dell'azienda milanese Rcs Urmet; Asja e Sio130 di Sio. Ci sono modelli che intercettano anche le telefonate via Internet (VoIP), a patto però che il fornitore del servizio (oltre al provider Internet) collabori con le autorità.



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«Cambio telefono, mi spiano»

Lunedì, 19 settembre 2011 • Categoria: Intercettazioni
Anche il capo della sicurezza di Silvio Berlusconi fu coinvolto nell'assistenza alle donne reclutate per le feste. Il 5 settembre 2008 «Gianpaolo Tarantini e Claudio Cecere, collaboratore del premier, si mettono d'accordo come accompagnare le ragazze a palazzo Grazioli», l'imprenditore avvisa le ragazze e alle 21 di quella sera «Cecere comunica che tra un minuto sarà sotto l'Hotel de Russie». Aerei a disposizione, viaggi di Stato, programmi televisivi: le carte dell'inchiesta della Procura di Bari sullo sfruttamento della prostituzione dimostrano come il capo del governo avesse coinvolto tutte queste persone anche nella sua vita pubblica. Tanto che in un'occasione chiese a due escort di seguirlo facendole passare come sue segretarie. Molti di loro avevano il numero del cellulare personale, potevano chiamarlo a tutte le ore. E il 19 settembre è proprio lui a rivelare a Tarantini, che conosce da qualche settimana: «Ho avuto un disastro con il telefono, ho avuto un po' di guasti e ho dovuto cambiarlo perché come al solito me l'avevano messo sotto controllo, ogni tanto mi succede. Ce ne siamo accorti e allora ho cambiato il numero». Tarantini, custode di molti segreti di Berlusconi, rivela invece in un verbale che dopo l'intervista della D'Addario al Corriere della Sera «Murdoch mi propose un contratto miliardario che rifiutai».

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"Spia chi vuoi, basta un sms"

Mercoledì, 10 agosto 2011 • Categoria: Intercettazioni

Il messaggio dello spot televisivo è semplice e diretto: basta inviare il numero di telefono che intendi controllare e per cinque euro a settimana potrai leggere tutti gli sms in entrata e in uscita da quell'utenza. La pubblicità, che sta passando su alcune importanti emittenti private di caratura nazionale, punta dritto alla paura primordiale del tradimento e pretende di fornire uno strumento hi-tech per il controllo del proprio partner. Con la sola conseguenza, per ora, di aver provocato sul web un vespaio di polemiche. Anche perché è tecnicamente impossibile accedere ai messaggi se non si istalla un software sul telefonino da spiare.

Come fa notare Francesco Pizzetti, alla guida del Garante per la protezione dei dati personali (meglio noto come Garante della privacy): "Se nello spot che sta provocando tante polemiche sui blog si promette davvero di svelare i messaggi di qualcun altro, siamo davanti ad una pubblicità ingannevole. Già in passato abbiamo condotto indagini su programmi simili, arrivando alla conclusione che non è possibile ottenere i risultati promessi". Insomma, queste magie non funzionano, eppure c'è chi le propone ciclicamente dal 2006.

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Strage di Erba, spuntano alcune intercettazioni «fantasma» sul superteste

Mercoledì, 20 aprile 2011 • Categoria: Intercettazioni
La parola fine sulla strage di Erba sembra non dover arrivare mai. In attesa della sentenza della Cassazione sulla condanna all'ergastolo per Olindo Romano e Rosa Bazzi, prevista per il prossimo 3 maggio, continuano a sbucare altri pezzi mancanti, per un puzzle che ormai è sempre più difficile ricomporre. Sul settimanale «Oggi» Edoardo Montolli, (autore di «Il grande abbaglio» e «L'enigma di Erba», e di recente del libro-inchiesta multimediale sulla strage pubblicato su www.oggi.it) ha «scoperto» alcune intercettazioni - stranamente considerate «non utili» dai carabinieri - fatte nella stanza d'ospedale di Mario Frigerio, il supertestimone che riconobbe in Olindo il suo aggressore dopo aver prima identificato un aggressore con «la carnagione olivastra, mai visto prima».
«Mancano i suoi ricordi, il suo cervello piano piano ricorderà». Sono queste le parole dell'avvocato Manuel Gabrielli rivolge al suo assistito Frigerio il 26 dicembre 2006. È un momento chiave, visto che solo una manciata di minuti prima il superstite della strage di Erba aveva riconosciuto il suo aggressore in Olindo Romano, davanti ai pm. «In particolare - scrive Montolli sul numero in edicola mercoledì - il legale tentò di tranquillizzare il suo assistito dicendogli "vedrà che le cose si sistemano" e chiedendogli: «Ma pian piano si stan schiarendo i suoi ricordi oppure?...». E al filo di voce del teste, Gabrielli, che forse ignorava il riconoscimento di Frigerio di qualche minuto prima ma a cui evidentemente Frigerio non disse di aver fatto il nome di Olindo, rispose che il dottore, magari, «può aiutare... di sviluppare un po' i ricordi».

Microspie

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L'Italia degli spioni, le microspie dalla Polverini: spunta il giallo su una società di Claudio Lotito

Mercoledì, 13 aprile 2011 • Categoria: Intercettazioni

Microspie e veleni, il giallo del pezzo di carta che scotta. Trattasi di un documento lungo una pagina stilato dai sindacati dei vigilantes appartenenti a Cgil Cisl e Uil, ora in possesso della Digos incaricata di fare luce sulle microspie nell’ufficio del presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. L’esposto inviato per conoscenza anche alla Governatrice (la data è quella dell’8 marzo) dà conto di relazione di servizio redatta da alcuni vigilantes della società Roma Union Security, di cui Claudio Lotito patron della Lazio è socio di minoranza, che sovrintende la sicurezza del palazzo regionale in via Cristoforo Colombo a Roma.

Un documento che racconta di strane intrusioni notturne, di prelievi di chiavi dell’ufficio della Polverini, di ritorsioni nei confronti di chi non ha tenuto la bocca chiusa. Una relazione da prendere con le pinze, anche perché Lotito, rintracciato in tarda serata dal Giornale, lo definisce pieno «di inesattezze e falsità», scritto da qualcuno che «rischia seriamente di essere denunciato per calunnia perché arriva a trarre conclusioni senza sapere le cose come stanno». E come stanno le cose, Lotito lo dice subito dopo: «Io non dovrei neanche parlare perché dovrebbero parlare il presidente e l’amministratore. Comunque le cose stanno in questo modo: la società ha operato senza commettere alcun reato. E’ tutto regolare, re-go-la-re, regolarissimo. Se dico così è perché so quel che dico. Piuttosto bisogna chiedersi perché qualcuno è arrivato a scrivere certe cose.

Microspie audio

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Microspie in ufficio Polverini

Lunedì, 11 aprile 2011 • Categoria: Intercettazioni

Roma, 11 apr (Il Velino) - Microfoni, telecamere miniaturizzate, trasmettitori ed antenne: questo è quanto è stato trovato all’interno degli uffici della Regione Lazio durante dei controlli mirati effettuati nel weekend. A rivelarlo durante una conferenza stampa convocata nel suo ufficio di via Cristoforo Colombo, il presidente Renata Polverini, che ha raccontato come si è arrivati alla loro scoperta. “Ho ricevuto domenica sera molto tardi una telefonata dopo essere rientrata da Verona dove ho visitato il VinItaly. Mi è stato detto che era stata trovata una microspia nel mio ufficio". “Già appena insediata - ricorda il governatore laziale - io e il mio staff ci siamo resi conto che ci fosse la possibilità di informarsi sull’attività della Regione. In particolare sui decreti che io sottoscrivo in qualità di commissario ad acta sulla Sanità e che molto spesso vengono perfezionati, magari fino a notte tarda, nelle stanze dell’assessorato. La mattina dopo tutti lo sapevano prima ancora che io potessi informare la mia giunta". "Poi ho visto molte persone, con volti nuovi, che si aggiravano nei palazzi della Regione”. Fin da febbraio gli uffici hanno iniziato una serie di controlli. “Un primo risultato è che circa 600 badge erano stati assegnati a persone a noi sconosciute e che avevano libero accesso essendo privi di nominativo”. Da qui è stato emanato un primo ordine di servizio.
“Poi – ha proseguito Polverini - abbiamo messo sotto osservazione l’accesso all’intranet della Regione. Mi sembrava che questo sistema fosse troppo lento. Da lì abbiamo riscontrato 1.200 password in più di quelli che sono gli accessi autorizzati al sistema. Quindi è evidente che molti, prima di noi, avevano accesso ai decreti. Successivamente a queste intrusioni e ai 600 badge gli uffici hanno ritenuto di effettuare una bonifica degli uffici.


Microspia ad alta potenza

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