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Guerra in Libia, cresce la paura di ritorsioni contro l’Italia

Domenica, 20 marzo 2011 • Categoria: Attualità
Da un lato gli attacchi militari scagliati in queste ore dalle forze della “coalizione dei volenterosi” che sembrano riuscire nell’intento di accerchiare Muammar Gheddafi e le sue truppe fino a costringerli alla resa.  Dall’altro, una pesante incognita che si fa pesante come un macigno: l’incertezza sull’effettiva potenza militare che il Raìs è in grado di dispiegare contro le nazioni accusate di avergli “voltato le spalle“.

Il presidente Silvio Berlusconi e diversi analisti hanno assicurato che i missili libici non hanno una gittata tale da permettere un attacco contro l’Italia. Ma a queste rassicurazioni si contrappongono molti quesiti legittimati dal fatto che, dopo la revoca dell’embargo, il regime del Colonnello ha stretto accordi economici con diversi Stati occidentali, anche nell’ambito degli armamenti bellici. Così, se non esiste la possibilità di valutare il potenziale militare di Tripoli, non si esclude la preoccupante ipotesi che Gheddafi possa sferrare attacchi contro Lampedusa, Linosa o addirittura Pantelleria.

Lasciano riflettere, del resto, le parole espresse dal Raìs nel proclama di ieri, quando ha annunciato ritorsioni contro Francia, Gran Bretagna e quel Paese, l’Italia, al quale in prima battuta era stato prontamente minacciato di restare fuori dall’operazione Alba dell’Odissea.

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