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Kousa, il potente capo dell'intelligence fuggito a Londra.

Giovedì, 31 marzo 2011 • Categoria: Intelligence

Il governo inglese si è affrettato a negare: «Nessun salvacondotto per Mousa Kousa», il ministro degli Esteri libico che nella sera del 30 marzo «per sua volontà», ha riparato in Gran Bretagna .
«Le sue dimissioni mostrano che il regime di Muammar Gheddafi è frammentato. Il colonnello si starà chiedendo chi lascerà dopo di lui», ha dichiarato il ministro degli Esteri britannicoWilliam Hague, smentendo la ridda di indiscrezioni su presunti do ut des di una trattativa in corso tra il Paese della 'coalizione dei volenterosi' e ministri e funzionari della Libia (leggi l'approfondimento).

INTERROGATORI IN CORSO. Kousa, hanno riferito le autorità inglesi, si trova in un luogo sicuro, dove è stato sottoposto a un interrogatorio, tuttora in corso: «Abbiamo appreso della sua decisione e del suo arrivo con breve anticipo», è il laconico report, rilasciato da Londra.
Finora non sono arrivate richieste per interrogarlo da parte della magistratura scozzese o dalla polizia. Ma, di certo, l'ex braccio destro di Gheddafi per le relazioni internazionali, per 15 anni a capo dell'intelligence libica, su Lockerbie ne sa molto e per gli inglesi, averlo accolto, è un'occasione d'oro.

RILEVATORE DI MICROSPIE

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Libia, pirata ascolta i messaggi militari dell'esercito degli Stati Uniti e li racconta in Rete

Martedì, 22 marzo 2011 • Categoria: Zone di Guerra

"Se tentate di lasciare il porto, sarete attaccati e distrutti immediatamente". Questo messaggio, indirizzato alle navi da guerra dell'esercito libico, è stato diffuso un paio di notti fa da Commando Solo, l’aereo delle forze militari americane impiegato nelle cosiddette operazioni psicologiche, azioni di propaganda progettate per influenzare l’umore del nemico condizionandone le decisioni in tempo di guerra.

Solitamente l’esercito degli Stati Uniti cerca di tenere nascoste questo tipo di informazioni. Infatti, il messaggio non è stato diffuso da ufficiali del Pentagono, ma da un pirata dell’aria che monitora le onde radio alla ricerca di notizie sulla Operation Odyssey Dawn, la missione statunitense parte dell’intervento Nzto in Libia. Una volta catturate, le informazioni vengono immediatamente cinguettate su Twitter. “ Il mio compito è ascoltare queste comunicazioni alla ricerca della verità, senza alcuna propaganda politica o militare”,  ha detto il pirata, di nazionalità olandese, a Wired.com.

Nella sola giornata di domenica, il pirata ha scoperto e rivelato i numeri di serie, le comunicazioni e i movimenti di dozzine di aerei Nato, compresi jet dell’esercito italiano in volo sui cieli della Sicilia. Come ci riesce?

Microspie

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Guerra in Libia, cresce la paura di ritorsioni contro l’Italia

Domenica, 20 marzo 2011 • Categoria: Attualità
Da un lato gli attacchi militari scagliati in queste ore dalle forze della “coalizione dei volenterosi” che sembrano riuscire nell’intento di accerchiare Muammar Gheddafi e le sue truppe fino a costringerli alla resa.  Dall’altro, una pesante incognita che si fa pesante come un macigno: l’incertezza sull’effettiva potenza militare che il Raìs è in grado di dispiegare contro le nazioni accusate di avergli “voltato le spalle“.

Il presidente Silvio Berlusconi e diversi analisti hanno assicurato che i missili libici non hanno una gittata tale da permettere un attacco contro l’Italia. Ma a queste rassicurazioni si contrappongono molti quesiti legittimati dal fatto che, dopo la revoca dell’embargo, il regime del Colonnello ha stretto accordi economici con diversi Stati occidentali, anche nell’ambito degli armamenti bellici. Così, se non esiste la possibilità di valutare il potenziale militare di Tripoli, non si esclude la preoccupante ipotesi che Gheddafi possa sferrare attacchi contro Lampedusa, Linosa o addirittura Pantelleria.

Lasciano riflettere, del resto, le parole espresse dal Raìs nel proclama di ieri, quando ha annunciato ritorsioni contro Francia, Gran Bretagna e quel Paese, l’Italia, al quale in prima battuta era stato prontamente minacciato di restare fuori dall’operazione Alba dell’Odissea.

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