Servizi Segreti Intelligence

Agenti segreti,notizie sul mondo dell'informazione,dell'intelligence,dello spionaggio,della politica internazionale e sicurezza nazionale.

Dai cookie che resuscitano al monitoraggio in tempo reale

Lunedì, 16 agosto 2010 • Categoria: Spionaggio

La signora M. soffre di depressione. Per trovare informazioni utili sulla sua malattia, visita un sito specializzato; mentre osserva un video sull’argomento, non si accorge però che da quel momento ogni suo movimento su Internet verrà monitorato. Un piccolo file, un cookie, ha registrato l’identificativo del suo computer e il nome utente che consentiranno di individuarla nella moltitudine che affolla il Web. La prossima volta che si recherà a un colloquio di lavoro o a stipulare un’assicurazione, la sua “depressione”, vista come la lebbra nella società dell’efficientismo, potrebbe esserle rinfacciata. M. però non è una sprovveduta e, prima di chiudere il browser, cancella i cookie con l’apposita funzione. Tutto a posto, dunque? No, perché a sua insaputa, il cookie viene “resuscitato” dal sito Web.


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Google ci spia

Venerdì, 13 agosto 2010 • Categoria: Privacy

Traccia e registra i nostri movimenti sulla rete. Vede quello che cerchiamo, vede quello che leggiamo o guardiamo. Sa dove siamo. Conosce i nostri interessi, anche quelli che vogliamo tenere nascosti. Controlla il contenuto e i destinatari delle nostre email. Pochi lo sanno, qualcuno lo sospetta, quasi tutti lo ignorano, ma è proprio così. Ci spia. E poi ci scheda, conservando la mole di informazioni che ci riguardano in un database per un anno e mezzo. Otto italiani su dieci che usano Internet sono finiti nei database di Google. Più riesce a conoscerci, più specifica, corrispondente ai nostri gusti e quindi efficace sarà la pubblicità che ci farà trovare sui siti che visitiamo. Per i cervelloni del marketing è semplicemente behavioral advertising, pubblicità personalizzata. I difensori della privacy, invece, usano un termine più sinistro: profiling. Profilazione degli utenti. Ormai lo fanno quasi tutti i più grossi operatori del web. Ma nessuno in maniera capillare quanto il gigante di Mountain View. Ma quante informazioni riesce a raccogliere il colosso della rete?

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Google ti spia? La vuvuzela ti avverte. Nasce l'applicazione che tutela la privacy

Venerdì, 6 agosto 2010 • Categoria: Privacy

Si chiama Google Alarm ed è un'applicazione che consente di essere avvertiti quando Google sta catturando dati dell'utente mentre naviga. Il computer emetterà un suono, simile a quello prodotto dalla fastidiosa vuvuzela, la tromba usata durante i mondiali in Sudafrica. L'applicazione Google Alarm è stata sviluppata da Jamie Wilkinson che da anni cerca di svelare i trucchi usati da bigG per tracciare le abitudini dei navigatori. L'applicazione è compatibile con due tipi di browser: Google Chrome e Firefox. Google Alarm avverte quando dati personali sono stati inviati ai server di Google. Una volta attivato, farà visualizzare un avviso testuale sui siti visitati la percentuale di pagine che hanno uno stretto collegamento a Google.

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Microsoft: la privacy perfetta non esiste

Mercoledì, 4 agosto 2010 • Categoria: Privacy

Un lungo post, scritto dal general managerDean Hachamovitch, attualmente a capo della squadra di sviluppatori impegnati su Internet Explorer 8. Un'occasione per spiegarsi, per chiarire alcuni punti su InPrivate Filtering, ovvero la feature del browser made in Redmond finita tra di recente tra le pagine del Wall Street Journal. Un dibattito interno sarebbe avvenuto nel 2008, quando gli alti rappresentanti del marketing e dell'advertising di BigM l'avrebbero spuntata sugli stessi sviluppatori di IE8, desiderosi di rendere il nuovo browser all'avanguardia per quanto concerne la tutela della privacy online. Ma non esisterebbe una feature perfetta, non per una tutela ottimale della riservatezza degli utenti. Almeno secondo Hachamovitch, che ha ora offerto il punto di vista ufficiale di Microsoft all'interno di un post apparso sul blog ufficiale di Internet Explorer. Alcune delle tecnologie attualmente utilizzate per il tracciamento sarebbero allo stesso tempo essenziali per molte funzionalità basilari online.

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Regno Unito, Street View non spia

Lunedì, 2 agosto 2010 • Categoria: Spionaggio

Nel Regno Unito si sono concluse le indagini avviate nei confronti di Google per l'ipotesi di violazione della privacy causata dai metodi adottati da Google per mappare strade e connessioni WiFi per il suo servizio Street View. Gli investigatori britannici nell'inchiesta aperta hanno avuto modo di visionare i dati così raccolti da Google e hanno ritenuto che non sia stata raccolta alcuna informazione rilevante illecitamente rispetto al quadro normativo locale. L'Information Commissioner Office (ICO), che vigila sulla privacy britannica, ha stabilito che "è improbabile che Google abbia catturato quantità rilevanti di informazioni personali. Non vi sono inoltre prove che eventuali dati in questo modo raccolto abbiano danneggiato o possano in futuro danneggiare un qualsiasi individuo".

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Quanto vale la nostra privacy in rete?

Mercoledì, 21 luglio 2010 • Categoria: Privacy

Le informazioni che diffondiamo quotidianamente in rete, spesso in maniera inconsapevole, generano ogni anno miliardi di dollari. E a beneficiare di questo ricco bottino sono realtà come Google, Yahoo! e Facebook che raccolgono ogni giorno le informazioni provenienti dai propri utenti, per poi rivenderle agli investitori pubblicitari. Ma poiché si tratta di materiale che ci appartiene a tutti gli effetti, per quale motivo dovrebbero essere loro gli unici a trarne profitto? È l’interrogativo a cui ha provato a rispondere Bynamate, start-up con sede operativa a San Francisco, sviluppando un'applicazione attraverso cui gli utenti possono monitorare la quantità e la tipologia di dati che i cosiddetti ad network, ovvero le aziende che mettono in contatto gli investitori pubblicitari con i siti web che promuovono i loro prodotti, accumulano durante la nostra navigazione sul web. Secondo Ginsu Yoon, co-fondatore delle start-up ed ex Business Manger di Second Life, questo sistema rappresenta un’opportunità per i consumatori, poiché lo sviluppo tecnologico ha riguardato per ora soltanto il mondo delle imprese.

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Facebook, arriva il 'cerca segreti' su web

Martedì, 20 luglio 2010 • Categoria: Sorveglianza informatica

Ho perso la verginità, odio il mio capo, non dirlo a nessuno, ho copiato il compito. Sono alcune delle frasi che consiglia di digitare il nuovo sito Openbook, un vero e proprio 'cerca segreti' ideato da tre ingegneri di San Francisco per dimostrare le carenze nel controllo della privacy da parte di Facebook. Basta digitare una o più parole ed ecco apparire i post inviati negli ultimi giorni che le contengono. Messaggi nati nel social network, ma che ora circolano liberamente sul web. A differenza del motore di ricerca interno di Facebook, lo strumento scova le informazioni rese pubbliche dalla società di Mark Zuckerberg e compagni attraverso le applicazioni lanciate il 21 aprile, che aprono la comunità al resto del web e che hanno scatenato una valanga di critiche.

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RISERVATEZZA DEI DATI

Mercoledì, 7 luglio 2010 • Categoria: Internet Sicurezza
Molti utilizzatori di computer sentono la necessitá di proteggere i dati all' interno del proprio computer, questo anche al di fuori della ridicola ed inutile legge sulla cosiddetta "privacy"; difatti questa strampalata, atrusa e ridicola normativa, tipica legge italiana mai voluta da nessuno e rappresentata da "garanti" anche loro mai voluti né votati ha avuto come unico risultato un enorme quantitá di fastidi per i cittadini e per le imprese, senza portare alcun beneficio concreto: avrebbe,per esempio dovuto tutelarci dall' invadenza dei call center e dei venditori telefonici; se non che proprio negli anni in cui la normativa ha trovato applicazione abbiamo avuto un autentico boom dei call center !

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«Ribelliamoci al controllo della privacy»

Martedì, 6 luglio 2010 • Categoria: Sorveglianza informatica

Mentre la politica italiana ruota attorno al ddl sulle intercettazioni e all'ossessione per il timore che vengano ascoltate telefonate private e ne siano poi diffusi i contenuti anche in assenza di rilievi penali - ancora ieri il premier Berlusconi è tornato sul tema, spiegando che l'Italia «è il Paese con più intercettazioni al mondo» -, dalla periferia di Roma si alza l'allarme contro i tanti «Grandi fratelli» che ogni giorno monitorano la vita di milioni di cittadini. A lanciarlo sono gli hacker di tutta la penisola che si sono dati appuntamento al centro sociale La Torre per la tredicesima edizione dell'«Hackmeeting», il raduno degli anarchici del web, che al grido di «Combatti il controllo» hanno dato il via ad una tre giorni tutta all'insegna della Rete e della necessità di mantenerla libera da ogni vincolo e da ogni limitazione.

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I contenuti dei miei messaggi di posta elettronica e delle mie telefonate via internet sono davvero privati?

Venerdì, 2 luglio 2010 • Categoria: Internet Sicurezza

Esempio: Vorrei sapere chi può vedere cosa scrivo nei miei messaggi di posta elettronica o sentire le conversazioni che faccio via internet. Vorrei anche sapere se qualcuno tiene traccia dei siti che visito. Quali sono gli obblighi che deve rispettare al riguardo il mio fornitore (internet service provider o ISP)?


Risposta: La legislazione dell’UE protegge i dati personali garantendo la riservatezza delle comunicazioni elettroniche. Gli Stati membri dell’UE hanno l’obbligo di adottare norme per proteggere la riservatezza delle comunicazioni su internet. In particolare essi vietano l'ascolto, la captazione, la memorizzazione e altre forme di intercettazione o di sorveglianza delle comunicazioni senza il consenso degli utenti. Essi possono però porre dei limiti alla riservatezza delle comunicazioni on-line per ragioni connesse con la sicurezza dello Stato, la difesa, la pubblica sicurezza e la prevenzione, ricerca, accertamento e perseguimento di reati penali.

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Garante privacy: aumentano ricorsi, occhi su servizi e sanità

Mercoledì, 30 giugno 2010 • Categoria: Privacy

Nel 2009 è leggermente aumentato il numero di ricorsi al Garante della privacy. Lo comunica la stessa autorità nella Relazione annuale, in cui sottolinea come il grosso delle violazioni contestate riguardi attività promozionali indesiderate, attivazione di servizi non richiesti e strutture sanitarie. Sono stati 360 -- si legge nella relazione presentata stamani a Montecitorio -- i ricorsi presentati al Garante, "con un leggero aumento rispetto al 2008", per lo più "relativi a banche e finanziarie, attività di marketing, datori di lavoro pubblici e privati, amministrazioni pubbliche". Le violazioni amministrative contestate, compreso il primo semestre 2010, sono oltre 600. Nell'anno passato i provvedimenti collegiali adottati sono stati circa 600, e circa 4000 le risposte date tra quesiti, reclami e segnalazioni, in particolare riguardo a telefonia, credito, centrali rischi, marketing, videosorveglianza, Internet e assicurazioni

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Internet è un mezzo insicuro per comunicare!

Giovedì, 24 giugno 2010 • Categoria: Internet Sicurezza

Tutti i dati che partono dalla vostra tastiera e giungono sino ad un computer situato a molte migliaia di chilometri di distanza percorrono una grande quantità di cavi e mezzi fisici diversi e vengono trattati da un notevole numero di computer. Chiunque abbia accesso ad essi potrebbe teoricamente spiare le vostre comunicazioni; sebbene ovviamente la sicurezza sia relativamente garantita dalla enorme quantità di dati, per cui cercare i blocchi di dati contenenti un'informazione particolare sarebbe come cercare un ago in un pagliaio, una persona intenzionata a spiare proprio voi, e tale da conoscere l'indirizzo del vostro computer e da avere accesso ad uno di questi sistemi, potrebbe intercettare facilmente tutti i messaggi spediti dal vostro computer che attraversino il sistema su cui è in ascolto.  Ovviamente, il punto migliore per intercettare le vostre comunicazioni è molto vicino a voi, ad esempio sul gateway che collega la vostra rete locale al resto di Internet. D'altra parte, esistono programmi detti sniffer che intercettano tutti i messaggi in transito sulla rete locale e selezionano quelli interessanti, ad esempio in base al mittente o al contenuto. Tanto per fare un esempio, esistono sniffer che riconoscono i messaggi contenenti la stringa di caratteri password:, ossia quelli che un computer Unix spedisce al terminale dell'utente per chiedergli la password, e provvedono a intercettare la risposta dell'utente, permettendo così il furto della password. Per complicare ulteriormente le cose, esistono sistemi che si sostituiscono al vostro computer nel dialogo con quello remoto, assumendo il vostro indirizzo (IP spoofing), e mandando dati che sembrano provenire da voi, ma che sono falsificati!

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Controllare la privacy del profilo di Facebook con Reclaimprivacy

Venerdì, 11 giugno 2010 • Categoria: Privacy

L’uso dei social network è ormai molto esteso e molto amato dal popolo dei navigatori, i quali hanno trovato nelle reti sociali un modo innovativo per comunicare e per restare in contatto con gli altri. La dimensione privata assurge a dimensione pubblica all’interno di un rapporto di interazione in cui tutto ciò che è personale, come le proprie idee e le proprie esperienze, diventa oggetto di condivisione e di discussione con i propri amici virtuali.

In modo particolare molti utenti della rete hanno trovato in Facebook uno strumento eccezionale in questo senso.Ma che ne è della nostra privacy? Facebook ha spesso adottato delle misure innovative per tutelare la privacy dei suoi utenti e sul tema si è tanto discusso, perché comunque sulla questione si sono trovati tanti pareri contrastanti.

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