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Chernobyl 24 anni dopo. La radiottività della zona permea i giocattoli dei nostri bimbi!

Venerdì, 8 aprile 2011 • Categoria: Traffici illeciti
Una inchiesta shock porta alla luce il traffico dei disperati, degli ultimi che...


Una mattina di fine Aprile di 24 anni il mondo si svegliò più impaurito di altri giorni. Il nome della paura? Reattore numero 4. A dirlo così non sembra così brutta.
Ma cosa accadde quel 26 aprile 1986 dalle parti di Chernobyl? Successe che, per effetto di errori umani, nella centrale elettronucleare della vicina Pripjat' (circa 30 Km) vi fu la fusione del nocciolo del reattore n° 4 con una conseguente esplosione (non nucleare) della copertura e dispersione di grandi quantità di materiale radioattivo.
Tutti gli incubi radioattivi presero immediatamente forma nel mondo occidentale, per alcuni giorni ci fu un autentico caos, la gente era incollata alla televisione e seguiva con timore l’avvinarsi della nube radioattiva levatasi da Chernobyl verso la nostra penisola.

Se avessero potuto gli italiani avrebbero allontanato con il pensiero la nube, ma così non avvenne.
Non mancarono in quelle settimane, e anche dopo, chi volle sbizzarrirsi a voler trovare un legame tra il nome Chernobyl e qualche profezia biblica contenuta nell’apocalisse di Giovanni, una profezia relativa al terzo angelo ed all’assonanza tra il nome Chernobyl e l’assenzio. Una moda che ha avuto il suo epilogo anni dopo con le teorie di Michael Drosnin, aiutato da un team di matematici come Eliyahu Rips, espresse nel libro “Codice Genesi”.

Il governo sovietico si comportò come solitamente si comportava negli anni della guerra fredda, l’allarme al resto del mondo venne dato con colpevole ritardo ma, d’altra parte, lo stesso modus operandi fu eseguito anche nell’Agosto del 2000 nel caso del sottomarino Kursk.

Non c’è niente di eroico in ciò, gli unici eroi, forse sarebbe meglio dire martiri, furono i primi soccorritori, quelli che entrarono nel reattore ben sapendo che non ne sarebbero usciti, o che non sarebbe restata loro più di una settimana di sofferenze atroci, il tempo necessario affinchè i roentgen assorbiti facessero il loro sporco lavoro all’interno delle strutture molecolari organiche.
Adesso la zona intorno alla centrale di Chernobyl è zona vietata, off-limits, sotto il controllo dei militari, o meglio dei miliziani.
Poi, qualche anno dopo, vi fu il crollo del blocco sovietico. Il crollo di quel modello significò anche la fuga di quelli che erano, all’interno del Paradiso dei lavoratori, dei privilegiati: Spie, militari, diplomatici, scienziati.
Molti scienziati nucleari virarono verso Israele, molti matematici russi, con il loro forte accento gutturale, finirono a fare i calcoli per assicurazioni, finanziarie ed Edge Fund nella City di Londra. Adesso non vi stupite vero se la badante di vostra nonna era un tempo un medico o una diplomatica?

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FUKUSHIMA, NUCLEARE GIAPPONE TEME ''SINDROME CINESE'' / centrale nucleare Fukushima, possibili esplosioni devastanti

Venerdì, 8 aprile 2011 • Categoria: Attualità

Centrale nucleare Fukushima, possibili anche esplosioni dalle conseguenze catastrofiche. Ultime notizie  -  Chi non ricorda il film "Sindrome Cinese"? La pellicola del 1979 racconta di un incidente nucleare che porta alla fusione del nocciolo del reattore di una centrale della California.
L’espressione “Sindrome Cinese” fa riferimento ad una teoria secondo la quale, in caso di un incidente ad una centrale nucleare durante il quale avvenga la fusione del nocciolo del reattore, il contenuto radioattivo della centrale fonderebbe perforando tutto ciò che incontrasse sulla sua strada, crosta terrestre inclusa.
In sostanza sarebbe come se una palla di fuoco, a migliaia di gradi, sprofondasse nelle viscere della terra trascinando veleni radioattivi di tutti i tipi, andando a contaminare zone vastissime per migliaia di anni.

Ciò che si teme stia accadendo a Fukushima in questi giorni è proprio una potenziale Sindrome Cinese. Almeno un nocciolo, se non addirittura tre, sta fondendo e quali possano essere le conseguenze nessuno lo sa fino in fondo, giacchè fino ad oggi era solamente teoria.
Il materiale nucleare perforerà (o forse ha già perforato) il terreno e andrà in profondità nel terreno fino a raggiungere profonde falde acquifere sottostanti?
E se sì, con quali conseguenze? Sarà una tremenda realtà con la quale dovranno fare i conti le prossime generazioni giapponesi o ne pagheremo le conseguenze tutti a livello globale?

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