Servizi Segreti Intelligence

Agenti segreti,notizie sul mondo dell'informazione,dell'intelligence,dello spionaggio,della politica internazionale e sicurezza nazionale.

Traditi o traditori?

Venerdì, 1 aprile 2011 • Categoria: Servizi Segreti

Da braccio destro a mano accoltellatrice. Il destino di molti grandi numeri due, o figure chiave della storia militare del mondo, si nasconde dietro il termine ‘disertore’. Il cambio di bandiera, che l’ex ministro degli Esteri libico Mousa Kousa (leggi) ha riportato in auge, ha radici lontane e affonda nelle più diverse motivazioni.
C’è chi decide di abbandonare il proprio Paese perché è davvero convinto che la politica in atto sia sbagliata, che il comportamento del tiranno di turno stia diventando immorale; c’è ci lo fa perché passare con il nemico e passare informazioni sia l'unico lasciapassare per la propria  libertà; c’è chi prova a costruirci un business; c’è chi, infine, in preda a deliri ideologici, decide di passare con l’avversario pur di raggiungere ciò per cui ha lottato con altri alleati fino al giorno prima.
La storia offre esempi eccellenti per ognuno di questi modelli di ‘disertore’, che definire spia sarebbe riduttivo, a partire da Rudolf Hess fino ad arrivare all’iracheno al-Janabi passando per il russo Oleg Penkovsky (guarda la photogallery dei disertori).


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Dodici servizi segreti e prigioni speciali: così il regime tiene a bada i suoi oppositori

Sabato, 26 marzo 2011 • Categoria: Servizi Segreti
Una dozzina di servizi di sicurezza, con migliaia di informatori. La Guardia presidenziale e la Guardia speciale. Una rete di prigioni di massima sicurezza, con «bracci» riservati agli stranieri e quelli per gli oppositori interni. Un apparato, quello siriano, che avrebbe dovuto scorgere la tempesta o, come scrive la stampa del regime, la «nuvola passeggera». Invece i diversi Mukhabarat hanno atteso e poi reagito con l’unico sistema che sanno usare. La violenza. Hanno arrestato persino dei bambini, hanno riportato in galera gli attivisti per i diritti umani e quando la protesta è dilagata hanno usato le armi da fuoco.

LO SCARICABARILE - Esilaranti le spiegazioni delle autorità siriane. Se la sono presa con la Cnn e la Bbc, hanno descritto i dimostranti come dei «teppisti», infine si sono inventati la spiegazione più bella: non è stato il presidente Bachar Assad a ordinare di sparare sui manifestanti. Tutta colpa dei poliziotti – dunque – e dei responsabili locali. Alcuni, secondo costume, sono stati destituiti nella speranza di dirottare la rabbia sui colonnelli e non sul raìs che ha ereditato nel 2000 il potere dal padre, Hafez. Come in una satrapia orientale.

VIOLENZE DOCUMENTATE - Diverse organizzazioni per i diritti umani hanno documentato – in questi anni – le violazioni compiute da parte dei servizi. Torture, uccisioni, sparizioni bilanciate con qualche rilascio e timide aperture. Un’azione che ha colpito in modo duro chiunque abbia dimostrato dissenso o si è opposto ai disegni del governo. Così è stata punita la minoranza curda, poi intere comunità di contadini contrari ad un trasferimento di massa, infine quanti hanno chiesto vere riforme democratiche. Il tutto in un clima di perenne sospetto. Con gli 007 impegnati a farsi la guerra uno contro l’altro, con frequenti punizioni e promozioni di generali, con episodi violenti mai chiariti. Bachar Assad che pure ha cercato di fare qualche apertura – accompagnata da un controllo ferreo – non ha capito fino in fondo quello che sta avvenendo. Oppure lo ha compreso molto bene ed ha deciso di reagire con il pugno di ferro. Non è per caso che la Siria è stata ribattezzata «il regno del silenzio».

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I Servizi Segreti Cinesi. Come ci spiano

Mercoledì, 16 marzo 2011

Come si prepara la Cina a gestire il suo nuovo ruolo di superpotenza? E quanta parte hanno nelle sue strategie politiche i servizi segreti? Roger Faligot, esperto di questioni asiatiche, è andato a indagare nei retroscena della politica internazionale di Pechino per scoprire quali segreti si celano dietro l’impenetrabile facciata e come si muovono i servizi segreti ritenuti i più potenti al mondo.


Raccogliendo documenti inediti, consultando archivi segreti e intervistando esperti dei servizi informativi, responsabili politici, diplomatici, rifugiati politici e dissidenti, l’autore ha scoperto scottanti verità: ci parla di spionaggio industriale e guerra lampo su internet, spiega come la Cina si dedichi alla formazione di hacker addestrati ad attaccare i siti governativi stranieri, ci rivela come in occasione dei Giochi Olimpici atleti e giornalisti siano stati spiati da un centro informativo appositamente creato, dotato di un budget miliardario.


Tutto fa pensare che l’Impero di Mezzo stia ancora attingendo a piene mani dall’antica arte dello spionaggio, e la stia affinando sempre di più, coniugando le azioni repressive con le nuove tecnologie in una vera e propria guerra invisibile.

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Carabinieri, politici, lobby Caccia ai segreti della P4

Domenica, 13 marzo 2011 • Categoria: Servizi Segreti
Ultimo messaggio su Facebook: «Ho creduto in alcuni valori, indirizzando la mia azione, onore, fedeltà e lealtà, ora...». Ora il maresciallo del Ros Enrico La Monica, 43 anni, due lauree e l’ambizione di diventare un agente dei servizi segreti, sta riparato in Senegal. Da un villetta di Dakar, la città della moglie, spedisce certificati medici per giustificare la sua assenza. «Da due mesi sono seguito da uno psicologo - ci scrive - non sono nelle condizioni di tornare. Quello che mi è successo mi ha devastato la vita».

La procura di Napoli non crede all’onore e alla lealtà del maresciallo La Monica, questo è successo. E intrecciando i suoi movimenti con un vorticoso giro di schede telefoniche intestate a diversi prestanome, ha messo in piedi quella che viene considerata una delle più potenti inchieste sul malaffare italiano degli ultimi anni. Un giro di spioni, lobbies, favori e ricatti. Un sistema parallelo in grado di promuovere e distruggere persone e cordate, favorire assegnazioni di appalti e insabbiare reati, usando in modo scientifico notizie riservate, ovvero «la macchina del fango».

L’inchiesta dei pm Henry John Woodcock e Francesco Curcio è stata ribattezzata P4, ma a ben guardare non mancano punti di contatto con l’originaria P2 e il filone romano della P3. Sono nomi che ritornano. Ieri un vertice fra i capi delle procure di Roma e Napoli.

Perché partendo dal maresciallo del Ros, gli investigatori napoletani sono arrivati molto più in alto. Dall’indagine finora è trapelato pochissimo, ufficialmente La Monica è ancora l’unico indagato. Ma si può pesare la caratura della storia mettendo in fila i nomi dei testimoni già sentiti: il presidente dell’Eni Paolo Scaroni, i ministri Mara Carfagna e Stefania Prestigiacomo, il finanziere Francesco Micheli, il direttore dei servizi segreti militari Adriano Santini, l’editore dell’Avanti Valter Lavitola e il direttore delle relazioni esterne di Finmeccanica Lorenzo Borgogni (sentito ieri a Roma). Altri, come il coordinatore del Pdl Denis Verdini, potrebbero essere convocati nei prossimi giorni.

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Rifiuti a Napoli, la ragnatela tra servizi segreti istituzioni e faccendieri della camorra

Martedì, 8 febbraio 2011 • Categoria: Attualità
Presenze ingombranti e ombre sull’eterna emergenza campana. Nel 2005 l’incontro tra il latitante Michele Zagaria, capo indiscusso dei Casalesi, e delegati delle istituzioni per discutere di affari e rifiuti, con la mediazione di intermediari dei servizi. Le indagini dovranno chiarire i contorni di questo eventuale patto, ma un fatto è certo: gli 007 hanno avuto un ruolo nei periodi più gravi dell’emergenza. “E’ normale che ci fossero agenti dei servizi – racconta una fonte investigativa – . Se dopo anni il problema è rimasto irrisolto tutti i corpi dello stato hanno fatto il possibile, dato il proprio contributo”.

Proviamo a capire meglio queste presenze. Uomini dei servizi segreti entravano e uscivano dal Commissariato per l’emergenza rifiuti a Napoli come se fossero stati a casa loro. Nel periodo di gestione di Guido Bertolaso, l’ex capo della protezione civile dava sempre per scontata questa presenza. Uno degli archivi viventi sullo scandalo rifiuti è Giulio Facchi. Ex sub commissario, imputato nel processo madre che vede sotto accusa anche Antonio Bassolino e i vertici (ex) di Impregilo, racconta che organizzò un incontro tra gli uomini dei servizi proprio con Antonio Bassolino, allora commissario all’emergenza. “Fu io a fissare quell’incontro visto che in altre occasioni – racconta Facchi – mi ero incontrato con un altro funzionario, almeno tre quattro volte, l’agente A.C. Sono certo che i servizi, dopo il 2004, riuscirono alla fine a piazzare un loro uomo all’interno del commissariato, una persona che era già stata consulente di un consorzio casertano”.

Localizzatore satellitare Gps

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Prima musulmani e poi italiani,ecco il rischio dell'Islam on line

Venerdì, 4 febbraio 2011 • Categoria: Servizi Segreti

Il 5 luglio del 2009, il quotidiano “Il Giornale” pubblicava un articolo firmato dalla giornalista Maria Giovanna Maglie, dal titolo: “Ecco la rete nascosta di Al Qaida in Italia”. Nell’articolo venivano menzionati tre indirizzi internet: un blog, una pagina di Youtube e un forum, riconducibili a un utente musulmano italiano. Parlare di “rete nascosta di Al Qaida in Italia”, con riferimento alla comunità islamica virtuale italiana, fu più una provocazione, un lancio giornalistico eccessivamente “allarmante” che un fatto scientificamente riscontrabile. Tuttavia, una comunità virtuale islamica italiana esiste, cresce e si confronta tra blogs, forums, social networks, siti web e pagine Youtube. Non è semplice determinare dove finisca la libertà religiosa e inizi l’apologia di “terrorismo”, ma un fatto è chiaro: seppur virtuale, questa realtà rispecchia i cambiamenti in seno alla comunità musulmana, e pone le basi concettuali di quella che sarà una delle forme dell’Islam in Italia.


L’Islam italiano, i cui convertiti aumentano e sono attivi, trova ampia diffusione sul web. Recentemente, alcuni musulmani italiani hanno creato il loro quotidiano, “MondoIslam”, a cui corrisponde anche un canale su Youtube.

Microtelecamere Spia

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Patto D'Alema-De Gennaro per far fuori 550 agenti segreti

Giovedì, 3 febbraio 2011 • Categoria: Servizi Segreti

La data non è ancora stata fissata. Ma probabilmente - scrive Fosca Bincher su LIBERO - entro il prossimo mese di marzo la prima sezione del Tar del Lazio dovrà decidere nel merito della più incredibile causa sindacale che sia mai stata avviata. Da una parte 250 dirigenti e agenti dei servizi segreti italiani, difesi dal professore Francesco Castiello. Dall'altra parte il direttore del Dis, Gianni De Gennaro rappresentato dalla presidenza del Consiglio dei ministri. In mezzo a loro un dpcm segreto, pubblicato solo per incomprensibile sintesi in Gazzetta ufficiale.

Non è noto chi l'abbia firmato, ma è ben noto dentro i Dis, l'Aisi e l'Aise (i tre
servizi segreti nati dalla riforma del 2007) quale ne sia il contenuto e chi i reali proponenti. Il decreto è stato concepito dallo stesso De Gennaro, che ne ha portato la prima bozza al presidente del Copasir, Massimo D'Alema per averne l'imprimatur. Contiene quello che per quasi tutti i dipendenti dei servizi è stato letto come uno "spoil system" e che formalmente è un atto di prepensionamento che riguarda da luglio prossimo in poche finestre ben 550 dipendenti dei servizi, alcuni anche con funzioni apicali.

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Fini e D’Alema all’assalto dei servizi segreti

Venerdì, 28 gennaio 2011 • Categoria: Servizi Segreti

Il 14 dicembre, giorno della mancata sfiducia a Berlusconi, il deputato Carmelo Briguglio, finiano «falco», fece un gesto di apparente responsabilità, un passo indietro: «Mi dimetto dal Copasir - annunciò - perché da oggi Fli è passata all’opposizione». Il Copasir è il comitato di controllo sui servizi segreti, a struttura bicamerale, presieduto in questa legislatura da Massimo D’Alema. Composto da dieci tra senatori e deputati, risponde a una rigida regola delle proporzioni: cinque membri alla maggioranza, cinque all’opposizione.

Con il passaggio di Fli alle minoranze, i rapporti interni si erano quindi ribaltati in 4 (maggioranza) a 6 (opposizioni). Si era creata un’illegalità parlamentare con risvolti politici significativi dal momento che da palazzo San Macuto passano molte questioni che riguardano il premier. Quel passo indietro rimetteva insomma le cose a posto. Ma 43 giorni dopo, sorpresa, Briguglio non si dimette più. Ritira la promessa e l’atto formale.

Il deputato che sarebbe dovuto subentrargli, Pietro Laffranco, del Pdl, rimane al palo. Gianfranco Fini non batte ciglio. Il Copasir diventa una commissione fuori legge. E a palazzo San Macuto accade una cosa mai successa nella storia della bicamerale: il Copasir è al momento congelato. L’audizione del sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta, prevista per ieri, è stata annullata.

Bonifica ambientale e telefonica

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L'intreccio tra letto e potere

Martedì, 18 gennaio 2011 • Categoria: Servizi Segreti

La Repubblica italiana era appena nata, il 2 giugno del 1946, quando cominciò a fare i conti con un intreccio non certo nuovo, sopravvissuto nella storia degli uomini a tutti i regimi: l’intreccio tra letto e potere. A inaugurare sotto questo aspetto l’epoca repubblicana fu Togliatti il mitico leader del Pci. Che all'Assemblea Costituente, sulla soglia dei 50 anni, perse letteralmente la testa per una deputata emiliana del suo partito di 27 anni più giovane, Nilde Jotti.

Che lo ricambiò immediatamente di un amore tanto intenso quanto ostacolato, ricavandone per molto tempo solo amarezze e umiliazioni. Fra le quali credo le fosse stata risparmiata solo la solerte iniziativa di qualche Procura antesignana di quelle che oggi amano rovistare tra le lenzuola dei politici non graditi. Allora non c'era il divorzio e il matrimonio di Togliatti con Rita Montagnana, che già gli aveva dato un figlio, avrebbe potuto legittimamente procurare alla nuova coppia, una grana giudiziaria per adulterio, per quanto protetta poi dall'immunità parlamentare. Il partito fu con Togliatti e Nilde Jotti meno indulgente della magistratura.

Rilevatori di microspie

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Servizi Segreti ed il mistero della Banda della Magliana

Giovedì, 13 gennaio 2011 • Categoria: Attualità

Sono davvero molti i misteri che non sono stati ancora svelati riguardo alla banda della Magliana come se attorno a questa banda fosse stato costruito un muro di omertà e silenzio impossibile da abbattere.Enrico De Pedis, il boss della banda della Magliana, è stato considerato colpevole di numerosi delitti eppure adesso riposa in una cripta attorniato da monsignori e cardinali e ha ricevuto il benestare del Vicario del Papa. Perchè? Che rapporti ci sono tra la banda della Magliana e il Vaticano?Nell’ormai lontano 1983 scomparve la giovane quindicenne Emanuela Orlandi. Ormai è chiaro che la banda della Magliana ha avuto un ruolo importante se non addirittura centrale in questo rapimento. Perchè ancora oggi a distanza di quasi trent’anni non si riesce a scoprire niente di nuovo riguardo a questo caso? Perchè coloro che sanno qualcosa continuano a chiudersi nel loro silenzio? Di cosa hanno paura?


A queste e molte altre simili domande si cerca di dare risposta in questo testo mettendo in luce le verità sulla banda della Magliana e le sue relazioni con la mafia, la camorra, i servizi segreti e le persone più influenti del mondo dell’imprenditoria, della politica e della chiesa grazie alla testimonianza di Sabrina Minardi che è stata per oltre dieci anni l’amante di Enrico De Pedis e che è parente di un intoccabile spesso chiamato semplicemente L’Innominato.

Microregistratori audio

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Copasir, D'Alema attacca: «Il premier deve riferire»

Sabato, 1 gennaio 2011 • Categoria: Servizi Segreti

Va avanti da mesi la sfida D'Alema-Berlusconi sui servizi segreti. Ma ieri il presidente del Copasir ha rilanciato, annunciando una possibile mozione, o una risoluzione, di censura contro il premier in Parlamento nel caso in cui dovesse continuare a snobbare la commissione rifiutando la convocazione per essere ascoltato. Rabbiosa la reazione del Pdl che agita lo spettro, come rappresaglia, di una mozione contro D'Alema per farlo dimettere dalla presidenza Comitato di controllo sui servizi segreti, organismo al momento mancante di due dei dieci componenti (si sono dimessi Briguglio di Fli e Caforio dell'Idv). Il presidente del Copasir chiede da tempo che il premier venga a San Macuto per rispondere di questioni che sono, in tema di servizi segreti, «di esclusiva pertinenza del presidente del Consiglio» e dopo quattro inviti formali, «deliberati all'unanimità», rincara la dose con una intervista a l'Unita: « Se Berlusconi dovesse rifiutarsi ancora di rispondere alla convocazione del Copasir, solleverò il problema nell'aula parlamentare attraverso un mozione o una risoluzione. Un comportamento del genere, in un Paese normale, susciterebbe delle reazioni. Non venire è un atteggiamento che rivela una concezione inaccettabile, sprezzante del rapporto tra governo e Parlamento». Sul tavolo, oltre alla sicurezza del premier, tema su cui ha risposto ai primi di dicembre il sottosegretario Gianni Letta, ci sono altre questioni delicate. A Berlusconi, il Copasir intende infatti chiedere delle volte che ha opposto il segreto di Stato, dal caso Telecom ai dossier di Pio Pompa.

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Pene più severe agli ex agenti Cia

Mercoledì, 29 dicembre 2010 • Categoria: Servizi Segreti

Non meritano attenuanti gli 007 della Cia responsabili della extraordinary rendition di Abu Omar. La Corte d'appello di Milano ha confermato le condanne di primo grado ma è stata più inflessibile del Tribunale perché ha revocato la concessione delle «generiche» ai 23 agenti segreti americani colpevoli del rapimento dell'ex imam di Milano, aumentando gli anni di carcere da scontare: 9, invece di 8, per Bob Seldon Lady, ex capo della Cia a Milano; 7, invece di 5, per gli altri. Quanto agli 007 italiani - secondo l'accusa «complici» degli americani - la Corte ha confermato il «non luogo a procedere» a causa del segreto di stato: prosciolti quindi Niccolò Pollari, all'epoca direttore del Sismi (ora Aise), il suo vice Marco Mancini e altri tre, mentre per Pio Pompa e Luciano Seno è stata confermata la condanna per favoreggiamento, ma la pena è stata ridotta da 3 anni a 2 anni e 8 mesi. Tutto da rifare, invece, a causa di un difetto di notifica degli atti, per Jeff Castelli, ex numero uno della Cia in Italia considerato dall'accusa la «mente» del sequestro insieme a Pollari, nonché per Betty Madero e Ralph Russomanno, prosciolti in primo grado perché coperti da immunità diplomatica. La Corte ha infine confermato la condanna (tranne per Seno e Pompa) al risarcimento di 1,5 milioni di euro in favore di Abu Omar e della moglie

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WikiLeaks: Fatah chiese ai servizi segreti israeliani di attaccare Hamas

Giovedì, 23 dicembre 2010 • Categoria: Servizi Segreti

Nel 2007, il movimento di Fatah chiese a Yuval Diskin, capo dei servizi segreti israeliani dello Shabak, di attaccare Hamas nella Striscia di Gaza: lo ha rivelato un documento pubblicato da WikiLeaks.L'informazione è contenuta in un messaggio inviato in quell'anno dall'ambasciatore Usa in Israele Richard Jones al Dipartimento di Stato dopo un incontro con Diskin. Proprio quest'ultimo, afferma il documento, dichiarò che Fatah aveva toccato il fondo, poiché “stava chiedendo a Israele di attaccare Hamas, in un nuovo sviluppo senza precedenti”, il che indicava chiaramente che il movimento di 'Abbas aveva “perduto ogni speranza”.


Diskin si opponeva però all'idea di armare i membri di Fatah a Gaza, per il timore che Hamas potesse assumerne il controllo in reazione a quanto proposto dal generale americano Keith Dayton, che aveva chiesto di combattere il movimento di resistenza islamica.

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La guerra segreta del Supersismi

Mercoledì, 22 dicembre 2010 • Categoria: Spionaggio

“Servizi segreti deviati”. L’espressione fa parte ormai del repertorio con cui Elio e le storie tese raccontano - con più intelligenza dei sociologi e dei politici, e con più ironia - l’Italia e i suoi luoghi comuni. Eppure, eccoci ancora qua. Eccoci ancora ai “servizi segreti deviati”. La parola magica, “deviazione”, la pronuncia il 9 luglio uno che se ne intende, Luciano Violante. Nel 1974 li ha incontrati sulla sua strada, i “servizi segreti deviati”, quando era magistrato e indagava sul golpe bianco di Edgardo Sogno e sui sogni neri di quella parte del Paese che, in nome della guerra contro il comunismo, aveva messo in conto di non curarsi troppo della legge, dei diritti dei cittadini e delle regole della democrazia.

Era la stagione delle stragi, dei colpi di Stato progettati e minacciati, dei depistaggi. Allora l’indagine gli fu strappata, come succedeva quasi sempre, e finì insabbiata. Oggi tira tutta un’altra aria. È caduto quel muro, là a Berlino, più forte perfino della maledizione che teneva lontana l’Italia dalla Coppa del mondo. E i servizi segreti italiani, cambiato il nome per l’ennesima volta, sono democratici e godono della fiducia di uomini di destra e di sinistra, perfino di estrema sinistra.

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Wikileaks, Governo bloccò indagini Parlamento su Calipari

Martedì, 21 dicembre 2010 • Categoria: Servizi Segreti

L'Italia fermo' le inchieste dei magistrati italiani sulla morte di Nicola Calipari, scrisse per questa ragione un rapporto "pensato" per questo obiettivo, cioe' tentare di bloccare possibili indagini delle commissioni parlamentari. "Tutto privo di fondamento", ha seccamente smentito in serata Palazzo Chigi con una nota che sottolinea come il ''tenore'' della nota sarebbe stato condiviso anche da Gianfranco Fini, che allora era ministro degli Esteri nonche' vice-premier.


"Evidentemente - sottolinea la nota - in quei resoconti si sono scambiati i desideri con la realta', le domande con le risposte". La bufera e' scoppiata nel pomeriggio, con i dispacci di Wikileaks sul caso Calipari, pubblicati dal britannico Guardian, e siglati dall'ambasciatore Usa a Roma (2001-2005) Mel Sembler. "Il governo italiano - scrive il diplomatico il 3 maggio 2005 - vuole lasciarsi il caso alle spalle e ha scritto almeno una parte del rapporto sulla morte del funzionario del Sismi, il 4 marzo 2005 a Baghdad, per evitare le inchieste della magistratura". E ancora, Roma "blocchera' i tentativi delle commissioni parlamentari di aprire indagini''. Quanto basta per infiammare il dibattito politico, con Giuliana Sgrena - la giornalista italiana che il funzionario del Sismi stava portando in salvo - che fa appello perche' sulla vicenda indaghi finalmente una commissione parlamentare. Il 2 maggio 2005, i vertici dell'ambasciata Usa vengono convocati dall'ufficio del premier per ricevere in anticipo il rapporto italiano sul caso Calipari.

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