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Microspie in ufficio Polverini

Lunedì, 11 aprile 2011 • Categoria: Intercettazioni

Roma, 11 apr (Il Velino) - Microfoni, telecamere miniaturizzate, trasmettitori ed antenne: questo è quanto è stato trovato all’interno degli uffici della Regione Lazio durante dei controlli mirati effettuati nel weekend. A rivelarlo durante una conferenza stampa convocata nel suo ufficio di via Cristoforo Colombo, il presidente Renata Polverini, che ha raccontato come si è arrivati alla loro scoperta. “Ho ricevuto domenica sera molto tardi una telefonata dopo essere rientrata da Verona dove ho visitato il VinItaly. Mi è stato detto che era stata trovata una microspia nel mio ufficio". “Già appena insediata - ricorda il governatore laziale - io e il mio staff ci siamo resi conto che ci fosse la possibilità di informarsi sull’attività della Regione. In particolare sui decreti che io sottoscrivo in qualità di commissario ad acta sulla Sanità e che molto spesso vengono perfezionati, magari fino a notte tarda, nelle stanze dell’assessorato. La mattina dopo tutti lo sapevano prima ancora che io potessi informare la mia giunta". "Poi ho visto molte persone, con volti nuovi, che si aggiravano nei palazzi della Regione”. Fin da febbraio gli uffici hanno iniziato una serie di controlli. “Un primo risultato è che circa 600 badge erano stati assegnati a persone a noi sconosciute e che avevano libero accesso essendo privi di nominativo”. Da qui è stato emanato un primo ordine di servizio.
“Poi – ha proseguito Polverini - abbiamo messo sotto osservazione l’accesso all’intranet della Regione. Mi sembrava che questo sistema fosse troppo lento. Da lì abbiamo riscontrato 1.200 password in più di quelli che sono gli accessi autorizzati al sistema. Quindi è evidente che molti, prima di noi, avevano accesso ai decreti. Successivamente a queste intrusioni e ai 600 badge gli uffici hanno ritenuto di effettuare una bonifica degli uffici.


Microspia ad alta potenza


Anche alla luce dei tentativi di effrazione a casa mia. Sospetti per
l’orario e per come si sono svolti i fatti”. “Purtroppo è stata trovata
diversa strumentazione – ha proseguito -. Non solo ricetrasmittenti ma
anche telecamere di altissima tecnologia. La mia preoccupazione è che
siccome se noi abbiamo deciso di dare una svolta a questa Regione che ci
possa essere qualcuno interessato a che ciò non avvenga. Io sto andando
avanti e la mia preoccupazione è che a questo punto si voglia
continuare ad avere accesso a quello che noi facciamo. Non so chi possa
avere interesse a spiarmi: se la malavita, i servizi deviati o aziende
che, direttamente o indirettamente, stiamo penalizzando con la nostra
azione riformatrice. In questo Paese chi si pone con capacità in
un’azione di governo volta al cambiamento viene sempre preso di punta da
chiunque”.


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Microcamera

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