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Il virus che infetta Facebook

Venerdì, 6 gennaio 2012 • Categoria: Internet Sicurezza

Ramnit è l'ultimo virus che sta infettando Facebook. Si tratta precisamente di un worm, un malware capace di replicarsi e che avrebbe in poche ore colpito circa 45mila profili.

INFETTI CON UN CLIC – Finora chi è caduto nella trappola lo ha fatto senza nemmeno accorgersene, cliccando su un link postato da un amico sulla propria bacheca. Invece di aprire un video o una foto divertente, o leggere un articolo interessante, con un semplice clic gli utenti non hanno fatto altro che permettere, involontariamente, al malware di rendere meno sicure le proprie pagine.

MALWARE GIA' NOTO - Ramnit è già noto agli informatici da quasi due anni. Secondo quanto riferisce Securalert, azienda che si occupa di sicurezza informatica, si era già diffuso nell'aprile 2010 riuscendo a commettere frodi finanziarie e rubare password di accesso al social network. Il malware era stato utilizzato da organizzazioni criminali per accedere ai conti correnti bancari. Negli ultimi mesi del 2011 Ramnit avrebbe infettato 800mila computer.


Spiare

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La città degli hacker

Venerdì, 30 dicembre 2011 • Categoria: Internet Sicurezza

E' divenuta ormai proverbiale la storia di Râmnicu Vâlcea, la città nel bel mezzo della Romania meglio nota come "hackerville", visto che praticamente tutti gli abitanti in età lavorativa sono criminali informatici o parte dell'indotto per gli illeciti online. Ramnicu in teoria è un piacevole centro agricolo ai piedi delle Alpi Transilvane: i campi sono ricchi di "ortaggi di ogni genere", e le strade sono piene di automobili costosissime, di Audi e di Bmw. "Che succede qui, sono tutti ricchi?" chiese allora al suo tassista il giornalista di Wired; "no, è che rubano soldi su Internet", rispose l'uomo. Benvenuti ad Hackerville, Romania centrale.

HACKERVILLE – Qui tutti i ragazzi hanno un computer e trafficano sulla rete. "I più sono specializzati in falsi e-commerce e attacchi malware su aziende", scriveva Wired. Il fatto è che questo tipo di attività ha portato "decine di migliaia di dollari nella zona", che ha conosciuto un subitaneo incremento nel reddito medio della popolazione "nell'ultimo decennio", unitamente a allo sviluppo del settore immobiliare, dell'intrattenimento notturno e dei nightclub.


Rilevatori di microspie

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Qualcuno è entrato nel tuo Facebook? Scoprilo!

Martedì, 27 dicembre 2011 • Categoria: Internet Sicurezza

È la tua immaginazione o c'è qualcosa che non quadra nel tuo account di Facebook? Se ti sei accorto di messaggi mai inviati, post mai pubblicati e notifiche mai controllate, allora è il caso di investigare e impostare delle regole di protezione molto più severe.

Togliti il dubbio - Magari è solo la tua memoria che fa cilecca dopo qualche giorno di baldoria sotto l’effetto dell’alcool o delle troppe calorie. Oppure il tuo sesto senso ci ha visto giusto e qualcuno, chissà come, è riuscito a entrare nel tuo account di Facebook. E tra l’altro, adesso che abbiamo tutti un URL unico che funge da username, basta indovinare la password per entrare nel profilo . Non è un’impresa semplice, ma con un po’ di astuzia e qualche informazione sul tuo conto, non è neanche un’impresa impossibile .


Microspie GSM Roma

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Violazione della privacy e furto di dati: ecco le minacce che saranno più in voga nel 2012 secondo Panda Security

Venerdì, 23 dicembre 2011 • Categoria: Internet Sicurezza

Il 2011 ha visto una crescita del cyber spionaggio aziendale; social network sfruttati per rubare le informazioni degli utenti. I laboratori di Panda Security, The Cloud Security Company, prevedono che le principali minacce del 2012 saranno la violazione della privacy e il furto di dati confidenziali. Cyber spionaggio e attacchi via social media saranno altri due trend da tenere sotto controllo. Attività di spionaggio verso aziende ed enti governativi continueranno a essere predominanti, come in quest'anno in cui si sono realizzati attacchi dalla Nuova Zelanda al Canada e al Giappone, per il furto di informazioni private.

Luis Corrons, direttore tecnico dei laboratori di Panda Security spiega, "viviamo in un mondo digitale, quindi le "spie" moderne non hanno necessità di accedere fisicamente in un luogo per un furto. Con le necessarie capacità informatiche, possono infiltrarsi ovunque e ottenere i dati più segreti di ogni azienda, senza lasciare la loro casa."

Spiare PC

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Come neutralizzare chi ci spia

Giovedì, 11 agosto 2011 • Categoria: Internet Sicurezza

Prima di tutto, aggiornare (sempre e spesso). Basta attivare la funzionalità di aggiornamento del sistema operativo di Windows o di MacOS X per ricevere automaticamente le notifiche su quali aggiornamenti siano disponibili. Windows 7 permette di aggiornare anche molti dei programmi di terze parti installati, mentre Apple ha creato l'App Store che consente di verificare se esistono versioni più recenti del software acquistato tramite il nuovo canale di vendita e installazione diretta.

Aggiornare anche il browser. La cosa migliore è usare una versione più recente del software per la navigazione. In questo momento, è consigliata l'ultima versione di Chrome o di Firefox.

Per far fare un passo in avanti alla nostra privacy, è possibile navigare attraverso un server proxy che rende "anonima" la nostra presenza. Per farlo, ci si collega a un particolare sito web nel quale immettere poi l'indirizzo del sito di destinazione. La connessione, passando attraverso il sito "intermedio" (in inglese, proxy) diventa anonima perché non consente più di capire quale sia il punto di origine. Fra i possibili anonymizer, The Cloak, Megaproxy, Proxify e ID Zap.

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Hacker/ Anonymous ha fatto il salto di qualità: per la polizia postale sarà più difficile contrastare un gruppo che agisce non più per noia, ma con motivazioni politiche

Martedì, 26 luglio 2011 • Categoria: Internet Sicurezza
Non gli hanno lasciato nemmeno il tempo di finire la bottiglia di champagne.
Bottiglia che molto poco saggiamente i signori della polizia postale avevano pubblicamente stappato per annunciare la "decapitazione" dei vertici italiani degli Anonymous, il gruppo di hackers che da qualche tempo a questa parte sta creando non pochi grattacapi ad aziende e istituzioni.
Ci scrissi pure un articolo criticando la pompa magna e la campagna stampa con la quale la polizia postale aveva annunciato l'esito dell'operazione. D'accordo che oggi viviamo tutti di comunicati web però mi era sembrato un pochetto eccessivo l'annunciare la decapitazione di un'organizzazione che per sua stessa natura è acefala e distribuita, proprio perché si appoggia alla rete.
Avevo scritto che era stato un errore pubblicizzare l'arresto dei presunti vertici di Anonymous perché vertici non erano e perché avrebbero immediatamente trovato uno, dieci, centomila smanettoni informatici pronti a farsi emuli e a rimpiazzarli. Perché così va Internet.

E puntuale è arrivata la vendetta. Ma non una vendetta qualsiasi, la più pesante che quelli di Anonymous potessero orchestrare. I birbanti informatici sono andati a scardinare la cassaforte informatica del CNAIPIC, il Centro Nazionale Italiano per la Protezione delle Infrastrutture Critiche. Facendo fare alla polizia postale non una, bensì due figure barbine. La prima, perché è come se Vallanzasca fosse andato a rubare in casa del ministro dell' Interno.


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Facebook e vacanze, come ingannare i ladri "social"

Lunedì, 27 giugno 2011 • Categoria: Internet Sicurezza
Durante le vacanze, assieme a cuochi, camerieri e portieri d’albergo c’è un’altra categoria che lavora mentre gli altri si divertono. Anche se definire il loro un “lavoro” forse non è troppo corretto: parliamo dei ladri, che approfittano dell’assenza dei proprietari, beatamente stesi a rosolare sulla sabbia, per svaligiare ville e villette.

Da qualche tempo, per scegliere i messaggi da colpire, i malviventi tengono d’occhio anche le bacheche dei social network delle vittime, in cui spesso in maniera un po’ troppo disinvolta si comunica la propria collocazione attuale e i progetti di spostamenti futuri. Dopo le segnalazioni di vari casi in cui le rapine erano state preparate tramite Facebook (qualcuno, come l’agenzia di sicurezza Precreative Solutions di Chelmsford, Regno Unito, ha deciso di sfruttare le nuove paure dei villeggianti per proporre un servizio di inserimento di post su commissione.

Funziona così: il cliente concorda con Precreative una serie di messaggi, che verranno postati a intervalli regolari sui social network e daranno, almeno così assicura la ditta, l’impressione che ci si trovi ancora a casa, impegnatissimi. 

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Nasce internet-ombra per i dissidenti il piano di Obama contro i dittatori

Lunedì, 13 giugno 2011 • Categoria: Internet Sicurezza

Sembra un incrocio tra James Bond, la fantascienza di Philip Dick, e WikiLeaks: una banale valigetta, con dentro computer portatili e telefonini, capace di by-passare i server Internet, attivare reti di comunicazione parallele che resistono ad ogni blackout di regime e censura di Stato. È un progetto che nasce con l'avallo autorevole di Barack Obama. L'hanno chiamata "Operazione Internet Invisibile", o anche "la Rete-ombra". È dai tempi della guerra fredda che l'America non progettava un'offensiva clandestina così ambiziosa e a vasto raggio. Stavolta però non c'entra la Cia, e al posto di generali golpisti gli alleati stranieri da aiutare sono dissidenti pacifici e disarmati.

Obama e Hillary Clinton tengono fede alla promessa di usare le nuove tecnologie a sostegno dei movimenti antiautoritari: dal mondo arabo ai militanti cinesi per i diritti umani. Ma nessuno immaginava che dietro i proclami ufficiali di Washington si stesse muovendo una miriade di esperti in tecnologie, giovani hacker, in grado di montare già oggi raffinate operazioni anti-censura. Una Santa Alleanza in nome delle rivolte democratiche unisce la Casa Bianca e un esercito di giovani esperti auto-definitosi "movimento delle tecnologie alternative", fino a ieri più vicino a Julian Assange che al governo di Washington. A rivelarlo è uno scoop del New York Times, risultato di mesi di lavoro, interviste e "soffiate"

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«Bloccare Internet? Non è poi così difficile»

Sabato, 4 giugno 2011 • Categoria: Internet Sicurezza

Tre anni fa hanno partecipato al campionato universitario di hacking: una gara digitale fra esperti di computer di 35 atenei del mondo. «Otto ore di tempo per attaccare le macchine degli altri concorrenti, difendendo al tempo stesso le proprie», ricorda soddisfatto Danilo Mauro Bruschi, professore all'Università di Milano, nonché capo della squadra di otto studenti che alla fine ha vinto il torneo. Un successo accademico, che non si traduce in un successo pratico.Nel 1995 Bruschi aveva fondato Cert-It, il primo caso italiano di computer emergency response team: «Una sorta di protezione civile per gli attacchi informatici». Non a caso, ai tempi in cui i virus erano più giocosi che nefasti, il Cert dell'Università di Milano era nel circolo capitanato dalla Carnegie Mellon, l'università di Pittsburgh, dove il Darpa (il dipartimento tecnologico del Pentagono che ha inventato l'internet) ha insediato il primo centro di ricerca contro i cyber-virus. Oggi che gli attacchi informatici, più nefasti che giocosi, sono all'ordine del giorno, il Cert della Carnegie Mellon fa da centro di coordinamento della protezione digitale americana, ben rifornito di fondi federali.

Spiare.com

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Cyber attacco all’anagrafe digitale passa dall’Italia

Giovedì, 24 marzo 2011 • Categoria: Internet Sicurezza

ROMA – Sarebbe passato dall’Italia il più massiccio attacco ad un’anagrafe digitale, ossia ad una delle autorità incaricate di rilasciare i certificati digitali che attestano l’associazione tra una chiave pubblica e l’identità di una persona o una società.

Secondo quanto segnalano esperti esteri di sicurezza informatica, si tratta di uno dei più grandi cyber-attacchi mai registrati, potenzialmente in grado di intercettare fino al 90% delle e-mail cifrate nel mondo.

Nel mirino dell’attacco, che risale al 15 marzo scorso, ci sono e-mail, social network e Skype. Secondo le prime analisi, e-mail e le telefonate via Skype possono essere ”reindirizzate” ad un computer sotto il controllo dei cybercriminali.

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Economia Minacciata dal “CYBER-CRIME”

Lunedì, 14 marzo 2011 • Categoria: Internet Sicurezza
E’allarme in internet: milioni le persone 'schedate' quasi la metà (49%) degli utenti di Facebook rivela informazioni personali accessibili a chiunque:"Ognuno di noi ha 45 gigabytes di dati che lo riguardano on line". Per la precisione, oltre 270 milioni di persone risultano iscritte a siti di social network (MySpace, Facebook o Linkedin) e fra questi gli italiani sono 4 milioni, pari al 38,6% degli utenti di Internet: soltanto in Italia sono stati censiti 2.942.000 blog.Queste informazioni alimentano il cyber crimine,che cattura la maggior parte dei nostri dati, che magari abbiamo inviato via email, attraverso moduli da compilare su Internet e ultimamente anche attraverso l’invio di sms, non facendosi alcun scrupolo per quanto riguarda la privacy e le leggi a favore della riservatezza dei dati personali e privati.

Le società che organizzano concorsi a premi hanno nella maggior parte dei casi abbandonato la formula di partecipazione al concorso via posta tradizionale, lasciando la possibilità all’utente di iscriversi attraverso l’utilizzo di campi e moduli su pagine Internet, che però non sono per nulla sicure. Il crimine via rete si evolve rapidamente, quasi quanto il mezzo sul quale agisce: e se una volta utilizzava hacker isolati che lavoravano su un Pc domestico per lanciare attacchi contro singoli computer, è ora passata a una vera e propria mafia online, una cyber-mafia organizzata, in grado di mobilitare migliaia di invisibili reti informatiche per perpetrare crimini su scala globale. Secondo un portavoce della NHTCU,( National Hi-Tech Crime Unit) l’Unità nazionale britannica per la lotta alla criminalità hi-tech, gli esempi non mancano: “Le informazioni in nostro possesso indicano che in Europa la criminalità organizzata sta assoldando hacker per lanciare attacchi” e che l’Italia è considerata la “culla del cyber crime”,.

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Facebook: ecco chi spia il tuo profilo

Venerdì, 11 marzo 2011 • Categoria: Internet Sicurezza
20 giorni. Tre esperti: un informatico, un linguista e un analista. E un solo responso: la tua radiografia virtuale. Ovvero chi sei, come vivi, cosa ti piace, come reagisci allo stress, quanto odi il tuo capo. E persino quante volte ti sei presa una sbronza. Questo e molto, molto altro indaga, spia e riporta BlogMeter, sito specializzato in indagini private su social network, blog, newsgroup, forum e website. Si tratta di una sorta di Google potenziato, uno 007 in grado di sapere tutto, ma proprio tutto quello che metti in rete e quello che postano i tuoi amici (o nemici) su di te. Status, canzoni preferite, invettive e sproloqui. Commenti, segreti, informazioni e locali frequentati. Ne abbiamo parlato col suo fondatore, Sacha Monotti.

Come funziona BlogMeter?

Ci sono tre fasi. Nella prima, si individuano i campi di ricerca. Nella seconda, si classificano i dati, traducendo il loro significato. Nel terzo, si analizzano per capire cosa dicono. Tre sono le figure professionali che si occupano di questo meccanismo: informatici, linguisti e analisti. Non si tratta, infatti, di una semplice ricerca come quelle che si fanno su Google. Ma di un'accurata analisi che dà un valore diverso anche a parole identiche. Per capirci: per la parola "polo" ci sono diversi significati. Il Polo Nord, l'autovettura Polo, la caramella Polo, il polo politico... BlogMeter cataloga e distingue ciascuno di essi.

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Genitori, spiate i vostri figli

Giovedì, 17 febbraio 2011 • Categoria: Internet Sicurezza

Internet è un universo tanto affascinante quanto pericoloso, soprattutto per i più giovani. Un ruolo fondamentale è quello interpretato dai genitori, i primi a dover controllare le attività dei propri e, in alcuni casi, ricorrere a strategie mirate a spiare qualsiasi operazione eseguita in rete. L’invito a monitorare l’accesso ad Internet dei propri figli arriva da James Batelli, direttore del corpo di polizia di Mahwah, negli USA, che durante un seminario spiega come e perché procedere.

Al centro delle attenzioni vi sono sicuramente i social network, canale di comunicazione che in alcuni casi può rivelarsi una forte minaccia per gli ingenui adolescenti in cerca di amicizie sul web. Le pagine di cronaca non difettano di articoli riguardanti giovani che, pensando di avere a che fare con un proprio coetaneo, sono poi finiti nella trappola di adulti. Per controllare quanto svolto dai più piccoli è possibile ad esempio ottenere la password dei rispettivi account Facebook, tramite un software presentato dalla polizia nel corso di tale seminario.

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Sicurezza in rete: oggi è il Safer Internet Day

Martedì, 8 febbraio 2011 • Categoria: Internet Sicurezza

In tema di sicurezza in rete, oggi è il Safer Internet Day, la giornata mondiale della sicurezza su internet. Questo evento è una buona occasione per effettuare dei momenti di sensibilizzazione relativamente alle tematiche di una navigazione on line sicura e senza problemi. Per l’occasione è stato scelto infatti un nuovo tema che fa da sfondo all’edizione 2011 di questa iniziativa, riguardante le “Vite virtuali“.

Quest’anno la giornata mondiale è incentrata soprattutto su alcuni aspetti della navigazione in rete, quello del giochi on line e quello dell’utilizzo dei social network.Questi servizi in rete sono due tra i più usati degli ultimi anni dagli utenti del web ed è importante, anche per questo motivo, essere a conoscenza dei rischi e dei pericoli che possono essere presenti. A questo proposito può risultare molto utile analizzare i risultati di una ricerca condotta da Microsoft che mira ad esplorare le tendenze degli internauti e di chi vigila sulla navigazione degli utenti più piccoli.

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SaferChrome: verificare l’effettiva sicurezza delle pagine web che visitiamo

Giovedì, 3 febbraio 2011 • Categoria: Internet Sicurezza

Sicuramente sarà capitato anche a voi di ricevere delle mail di banche o affini che vi chiedevano di accedere alle loro pagine per richiedere un premio o per una semplice procedura di verifica. Una volta cliccato sugli appositi link si viene proiettati in una pagina molto simile a quella dell’istituto di credito originale ma che, se utilizzata con le proprie credenziali, fornirà i dati di accesso al nostro conto a qualche malintenzionato.

Quello di cui siete stati oggetto non è altro che una delle tecniche base del phising.Queste tecniche sono rivolte a carpire, sfruttando la buona coscienza delle persone, i dati sensibili dei propri conti o della carte di credito in maniera da utilizzarli per scopi più o meno leciti.

Recupero sms cancellati

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