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Spie, navi, missili: Mosca sfida gli Usa

Mercoledì, 29 maggio 2013 • Categoria: Zone di Guerra

Nell’arco di pochi giorni il Cremlino ha «sparato» tre messaggi alla Casa Bianca. Un modo per ricordare che la Russia ha le sue aree di influenza e teatri dove non è disposta a incassare senza reagire. Dall’intelligence alla crisi in Siria. Il primo segnale riguarda il caso del presunto agente Cia sorpreso mentre tentava di reclutare un ufficiale russo. Un portavoce del Fsb, il servizio segreto, sostenendo che gli americani avevano violato «una linea rossa» ha assestato un colpo non da poco. Ha infatti rivelato ai media il nome del capo stazione Cia in Russia. Mossa davvero inusuale e che potrebbe provocare una rappresaglia da parte di Washington. Se i russi lo hanno fatto – è un’interpretazione – è per motivi di politica interna. Vogliono dimostrare di tener a bada la Cia, accusata di essere troppo aggressiva. Dall’altra parte non è che gli agenti venuti dall’Est stiano a guardare e, secondo diversi analisti, l’attività negli Usa è sempre molto sostenuta.

MEDITERRANEO – Gli altri due segnali sono legati al conflitto siriano. Mosca ha annunciato che una task force navale della Flotta del Pacifico è entrata nel Mediterraneo. Evento che non si verificava da decenni. La formazione è composta dall’incrociatore Ammiraglio Panteleyev, da unità da sbarco e da appoggio, forse da un sottomarino nucleare. Secondo fonti ufficiali dovrebbe raggiungere il porto cipriota di Limassol ma non è escluso che possa visitare anche lo scalo siriano di Tartous, l’unico appoggio che la Marina dispone nel Mediterraneo. Trasferendo la task force, il Cremlino mostra la bandiera e accresce la presenza in un momento dove crescono le voci su un intervento occidentale.

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Le guerre asimmetriche, gli ostaggi, le spie

Venerdì, 18 gennaio 2013 • Categoria: Zone di Guerra

Partita su più fronti. Qualcosa oltre quanto è stato raccontato, e le ragioni vere e i ruoli delle forze in campo in una forma di guerra brutalmente spietata. La cronaca è ormai dettagliata e precisa. La tragedia algerina è accaduta a circa 40 km da Ein Aminas, nel sud-est algerino, ai confini con la Libia. Un gruppo di oltre 50 jihadisti ha assaltato il sito di estrazione gasiera gestito dalla Sonatrach algerina in Joint venture con BP (britannica), Statoil (norvegese) e Jcg Corp (giapponese), uccidendo 2 persone, ferendone 6 e prendendo in ostaggio tutti i presenti: fra 200 e 400 persone. 

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Siria, “un fedelissimo di Assad collabora con gli americani”

Giovedì, 27 dicembre 2012 • Categoria: Zone di Guerra
Sul fronte siriano, la notizia politica di maggiore rilievo è stata diffusa questa mattina dal Guardian, secondo cui Jihad Makdissi, l’ex portavoce del ministero degli Esteri siriano uscito dal Paese un mese fa, «collabora con l’intelligence Usa, che lo ha aiutato a espatriare». Makdissi, di religione cristiana, è uno dei principali responsabili del regime ad aver defezionato. Ora si troverebbe a Washington e stando alle rivelazioni del Guardian starebbe fornendo informazioni importanti sul regime di Bashar al Assad e la stretta cerchia al potere in Siria. Nel frattempo si registra un’avanzata dei jihadisti nella provincia di Hama, teatro di grandi manifestazioni anti-regime nell’estate 2011. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti dell’uomo (Sohr) un gruppo di jihadisti avrebbe conquistato...

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Russia-Usa: Putin, scudo antimissile minaccia per Mosca

Giovedì, 20 dicembre 2012 • Categoria: Zone di Guerra
Se Mosca non rispondesse allo scudo anti-missile voluto dagli Usa in Europa orientale, vedrebbe "annullato il suo sistema di difesa". Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin durante la conferenza stampa tenuta a Mosca.

"Lo abbiamo detto piu' volte", ha ricordato il capo del Cremlino, "il fatto che i nostri partner costruiscano un tale sistema e' per noi una minaccia, che puo' portare all'annullamento del nostro potenziale missilistico-nucleare, se non risponderemo".

"Noi non abbiamo provocato nessuno", ha sottolineato Putin, "ma siamo stati provocati". Secondo il capo del Cremlino, i "problemi nelle relazioni bilaterali tra Mosca e Washington sono iniziati con la guerra in Iraq". 

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L'Iran contro la Nato: vogliono una guerra mondiale

Martedì, 18 dicembre 2012 • Categoria: Zone di Guerra
"Sfortunatamente uno dopo l'altro i paesi occidentali stanno approvando il dispiegamento di missili Patriot sul confine tra la Turchia e la Siria, e stanno pianficando una guerra mondiale che è molto pericolosa per il futuro dell'umanità e dell'Europa stessa". E' quanto ha detto il capo dello stato maggiore delle forze iraniane, il generale Hassan Firouzabadi, commentando il dispiegamento da parte della Nato di sei batterie di missili e di 600 militari in Turchia per una missione di difesa da possibili attacchi dalla Siria.

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Corea del Nord prepara lancio razzo a lunga gittata. Mosca: fermatevi

Lunedì, 3 dicembre 2012 • Categoria: Zone di Guerra

La Corea del Nord ha reso noto di aver già installato il razzo a uno stadio sulla rampa di lancio che, in linea con quanto annunciato sabato, servirà per la messa in orbita di un satellite. Lo riporta l'agenziasudcoreana Yonhap, citando fonti del governo di Seul. Il Giappone ha deciso di dislocare missili Patriot in grado di abbatterlo. Mosca intanto chiede a Pyongyang non effettuare il lancio. Il vettore è stato sistemato nella base di lancio di Dongchang-ri, nella parte nordoccidentale del paese, a pochi chilometri dal confine con la Cina. Il periodo di lancio e la messa in orbita del satellite «per l'osservazione terrestre» è programmato tra il 10 e il 22 dicembre, in concomitanza con le elezioni presidenziali a Seul e con il primo anniversario della scomparsa del leader nordcoreano Kim Jong. 

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L’offensiva degli hacker contro Israele

Mercoledì, 21 novembre 2012 • Categoria: Zone di Guerra

È stata da subito un’offensiva giocata anche sul campo dei social media, con l’ Israel Defence Forces impegnato a usare i canali di YouTube e Twitter per fornire informazioni sulle proprie operazioni militari negli attacchi sferzati contro Gaza. E ancora oggi, mentre l’attesa tregua viene rimandata e continuano gli scontri, l’offensiva attraverso i social media prosegue. Stavolta però l’esercito israeliano non c’entra: alcuni hacker del gruppo ZCompanyHackingCrew (Zhc, @Z_H_C_) si sono infatti impossessati degli account di YouTube, Twitter, Facebook, LinkedIn, e del blog personale del vice primo ministro israeliano Silvan Shalom. Per mostrare così, attraverso la voce dei social media, “la loro solidarietà con Gaza e alzare la voce contro le brutalità di Israele”, scrivono sul loro account Twitter.

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Perché la Turchia attaccherà la Siria

Venerdì, 12 ottobre 2012 • Categoria: Zone di Guerra

Destino imperiale. La laica Turchia, parte fondamentale della Nato di antica missione antisovietica, oggi governata da un partito islamico conservatore ma moderato, se non esistesse andrebbe inventata. Così com'è, per sperare in un intervento militare limitato, che ponga fine, o almeno riduca e bilanci il macello quotidiano in Siria, senza che si scateni la terza guerra mondiale. Una incombenza con molti tifosi nascosti che sembra però segnata nel suo destino. Proviamo a capirne le ragioni con la solidità dei fatti, attraverso storia, geografia, politica, strategie internazionali. Con molte incognite che attendono risposte a breve, tipo i risultati delle presidenziali statunitensi tra Obama e Romney. Senza mai dimenticare gli interessi militari russi legati alla superbase navale di Tartus, sul Mediterraneo a sud della Siria, vicino a Libano e Israele. Proviamo a vedere assieme i pro all'intervento e i contro che l'hanno sino ad oggi rinvia

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Siria/ Tensione fra Mosca e Ankara dopo intercettamento aereo

Giovedì, 11 ottobre 2012 • Categoria: Zone di Guerra

Sale la tensione fra Russia e Turchia dopo che ieri sera un aereo charter siriano sulla rotta Mosca-Damasco è stato costretto dal caccia turchi ad atterrare ad Ankara con il sospetto di trasportare un carico di armi. Il velivolo è stato ispezionato per oltre cinque ore e il suo carico sequestrato, prima di ricevere l'ok per il decollo alla volta del capitale siriana. Stamani il ministero degli Esteri di Mosca ha detto "di aspettarsi un chiarimento da Ankara" per un'operazione che ha messo "in condizioni di pericolo" i 17 cittadini russi che si trovavano sull'Airbus A320.E una fonte dell'export di armi russo ha dichiarato che "nè armi nè sistemi o componenti di equipaggiamento militare erano o avrebbero potuto essere su quell'aereo", mentre il presidente russo Vladimir Putin ha cancellato la sua visita di metà ottobre in Turchia.

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La Turchia bombarda la Siria: «Pronti ad azioni militari». L'Italia appoggia Ankara

Giovedì, 4 ottobre 2012 • Categoria: Zone di Guerra

La Turchia ha deciso di rispondere alla Siria colpo su colpo, dopo l'apertura di fatto delle ostilità con il bombardamento che ha provocato la morte di 5 civili turchi. Il governo turco ritiene infatti che la crisi siriana sia una minaccia per la sicurezza del Paese e chiederà l'approvazione del Parlamento per operazioni militari fuori dai confini nazionali.

LA POSIZIONE DELL'ITALIA - Una scelta quella di Ankara che, in ogni caso, troverà il sostegno dell'Italia. Per il ministro degli Esteri, Giulio Maria Terzi: «Fino ad ora si è rimasti nell'ambito dell'articolo 4 sul piano della concertazione politica fra paesi dell'Alleanza, ma anche nel Consiglio Nato di questa notte è stato riaffermato il principio della indivisibilità della sicurezza, al quale i membri dell'Alleanza tengono molto».

Il titolare della Farnesina ha poi ribadito la sua «solidarietà e quella del governo italiano all'esecutivo turco».

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Guerra all'Iran già cominciata. Flotte Usa e Uk nel Golfo Persico

Martedì, 18 settembre 2012 • Categoria: Zone di Guerra

New York - La guerra di strategia contro l'Iran è di fatto già cominciata. Nelle acque del Golfo Persico si stanno ammassando flotte navali che battono bandiera americana e inglese. Da Washington dell'entourage del presidente Barack Obama sono in molti a ritenere plausibile che Israele lancerà un attacco preventivo contro gli impianti nucleari iraniani prima delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, previste tra meno di 8 settimane. Un altro modo per dire all'America "hai fallito sulla strada della politica estera". Visto da Downing Street e dalla Casa Bianca quel segnale potrebbe essere un boomerang fatale: i diplomatici statunitensi e britannici si augurano che quella dimostrazione di forza possa fare breccia a Teheran, mandando un altro segnale al presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ossia che Nato e Occidente non gli permetteranno mai di sviluppare un arsenale nucleare soprattutto vicino allo Stretto di Hormuz.

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Afghanistan, tre militari italiani morti in un incidente stradale

Lunedì, 20 febbraio 2012 • Categoria: Zone di Guerra
Tre militari italiani sono morti nell'area di Shindad, in Afghanistan, in conseguenza di un incidente stradale. I militari facevano parte di una pattuglia che a bordo di alcuni veicoli si stava recando a compiere un'attività operativa.Il Lince si è ribaltato. I fatti, riferiscono al comando del contingente italiano, si sono verificati questa mattina a circa 20 Km a sud-ovest di Shindand, dove un Lince è rimasto coinvolto in un incidente. Il mezzo appartenente alla Task Force Center con base a Shindand, era impegnato in un'attività «tesa a recuperare una unità bloccata dalle condizioni meteo particolarmente avverse, quando, nell'attraversare un corso d'acqua, si è ribaltato intrappolando, al suo interno, tre dei militari dell'equipaggio che sono successivamente deceduti». 

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La polizia indiana rifiuta autopsia e test dei proiettili

Lunedì, 20 febbraio 2012 • Categoria: Zone di Guerra
Se non ci fossero le distanze siderali di mezzo, due culture così lontane, un moto di popolo in Kerala dove 200 milioni di elettori voteranno tra qualche mese, una Sonia Ghandi al governo che non può permettersi di apparire minimanente sensibile alle sollecitazioni italiane, e persino un governo locale nel Kerala che è in polemica con il governo centrale ed è pronto a cavalcare l'indignazione popolare (il «chief minister» del Kerala, Oommen Chandy, ha proclamato a caldo: «Siamo di fronte ad un caso chiaro di crudele assassinio»), la vicenda della «Enrica Lexie» sarebbe molto semplice. Ci sono due versioni che non collidono? Bene, sia dia la parola alle prove. Gli italiani hanno sparato 20 colpi e su questo non ci può essere dubbio in quanto le munizioni dei nostri militari sono contate. Gli indiani dapprima hanno sostenuto che fossero stati sparati 60 colpi contro il loro peschereccio; ieri hanno aggiustato il tiro e conteggiano 16 fori di proiettile nello scafo e 4 colpi nei corpi degli sventurati pescatori. E allora - ha sostenuto la missione di dirigenti ministeriali italiani - ci si chiuda in un laboratorio e si controlli il tipo di proiettile che ha colpito il peschereccio. Invece no. Le autorità del Kerala ne fanno una questione di principio. Le loro prove non verranno condivise con la commissione d'inchiesta italiana che s'è precipitata a Kochi.

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Guerra psicologica contro l'iran, guerra economica contro l'italia

Giovedì, 5 gennaio 2012 • Categoria: Zone di Guerra

Con tipica tecnica ritorsiva, la propaganda dei media occidentali sta attribuendo all'Iran tattiche di guerra psicologica in relazione alle manovre della Marina iraniana nel Golfo Persico. Si può parlare in effetti di contro-guerra psicologica, dal momento che la spirale delle minacce di attacco è stata iniziata da Israele molto tempo fa, come viene sottolineato dalla stampa mondiale non legata alla NATO. L'Iran è infatti l'unico tra i tanti Paesi attualmente bersaglio del sedicente Occidente, ad aver assunto la categoria di guerra psicologica come fondamento della sua strategia anticoloniale, dato che il disarmare psicologicamente l'avversario è alla base della strategia della NATO. Le minacce di attacco e le sanzioni economiche hanno lo scopo di indurre l'Iran ad accettare quel calvario di compromessi, mediazioni ed ispezioni che hanno come diretta conseguenza non solo di lasciarsi invadere da spie, ma soprattutto di consentire alle agenzie dell'ONU, falsamente neutrali, di "lavorarsi" il gruppo dirigente iraniano, favorendo doppi giochi e defezioni.


Spiare Roma

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Spie, integralisti e intrighi di una sporchissima guerra

Lunedì, 28 marzo 2011 • Categoria: Zone di Guerra

Il presidente americano ha esultato per la missione libica, che a suo parere “sta avendo successo”. Le bombe ‘democratiche’, secondo il premio Nobel per la Pace, avrebbero salvato molte vite. Ma dietro gli ‘insorti’ potrebbe esserci ben altro.

Il capo della Casa Bianca ha sottolineato che gli americani “devono essere orgogliosi delle vite salvate in Libia” con un intervento “che è stato nel nostro interesse nazionale”. E la stampa internazionale esulta per i successi dei ‘ribelli’. Ma ad alcuni ‘inviati’, specialmente a quelli ‘di sinistra’ italiani sono stranamente sfuggiti alcuni particolari sulla ‘opposizione libica’.

Innanzi tutto i fatti. Sebbene del tutto ignorato dai media internazionali o addirittura definito ‘materiale di disinformazione’, il bilancio fornito dal Omar Khaled, funzionario del Ministero della Salute libico, riferisce di 114 morti e di 445 feriti a causa dei bombardamenti compiuti tra il 20 ed il 23 marzo da forze statunitensi, francesi e del Regno Unito. I dati forniti dal governo di Tripoli non distinguono tra vittime civili e militari, ma secondo informazioni riferite da Telesur e raccolte tra i media locali “la maggioranza delle vittime erano civili, dei quali 100 sono stati uccisi a Tripoli, mentre gli altri 10 sono morti a Sirte (nord), oltre 600 chilometri dalla capitale”

Microspie

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