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Giustizia sommaria: Milano è capitale degli spioni

Martedì, 25 gennaio 2011 • Categoria: Intercettazioni

L’accanimento giudiziario contro il premier? Più che di feeling, è questione di cifre. Già, perché il feeling alla rovescia che fa sì che Silvio Berlusconi, suo malgra­do, sia il «bersaglio» preferito di alcune procure d’assalto come Milano,viene sve­lato anche dai numeri: perché proprio Mi­lano, il pool di punta della corazzata anti-Cavaliere delle toghe, è da anni al top delle classifiche per quanto riguarda il numero di intercettazioni, telefoniche e ambienta­li. Nel 2007 ne ha fatte 17.357, più del dop­pio di Roma, che si è fermata a 8.544, persi­no più di Palermo, che pure contro il Cav s’impegna mica poco.

Ma tant’è, per la causa mica si può stare a sottilizzare sulle forze in campo. E visti i frutti di certe inchie­ste, meglio pescare a strascico, ascoltan­do a tappeto conversazioni che qualcosa su cui costruire un castello d’accuse pri­ma o poi si tira fuori, il Rubygate insegna. Tanto poi, se va a finire a tarallucci e archi­viazione - vedi a Napoli le intercettazioni tra il premier e l’allora direttore generale della Rai Agostino Saccà - nessuno paga. A meno che a cambiare le cose non inter­venga il sì alla proposta di legge appena presentata dal Pdl - primo firmatario l’onorevole Luigi Vitali - che prevede l’in­troduzione del reato di «ingiusta intercet­tazione», con relativa riparazione per le vit­time e sanzioni per i giudici.

Microspie Audio

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Privacy Day 2010: potreste essere spiati e intercettati anche voi

Martedì, 3 agosto 2010 • Categoria: Spionaggio

Per scoprire sospette infedeltà coniugali, spionaggi industriali, o semplicemente per il puro desiderio di sapere gli affari altrui, sono in vendita online (a volte anche gratis), un’ampia gamma di software o strumenti per far diventare il vostro telefonino il principale nemico della vostra privacy. Questi strumenti, più o meno legali, generalmente sono destinati a professionisti come investigatori privati o forze dell’ordine, ma spesso, non è affatto complicato acquistarli a prezzi accessibili anche da parte di un privato, e ovviamente nel più assoluto anonimato. Per cadere nella trappola delle intercettazioni, può bastare ricevere in regalo un telefonino, o lasciare incustodito il vostro stesso cellulare per alcuni minuti, giusto il tempo di installare rapidamente un software che permetterà al vostro nemico di ascoltare ogni vostra conversazione, ovunque voi siate, in ogni momento, opzionalmente anche localizzandovi attraverso le coordinate gps e leggendo i vostri sms, il tutto ovviamente in barba al Codice Penale e alla Legge sulla Privacy.

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Spiati. Perché?

Giovedì, 24 giugno 2010 • Categoria: Intercettazioni

Il "sospetto di polizia"

La recente recrudescenza di lotte sociali nell'occidente ha portato ad un'acutizzazione in senso repressivo dell'operato delle forze di polizia.
In seguito a questo processo sociale, e collateralmente alla promulgazione di leggi di tutela del "diritto alla privacy", si è avviata da qualche anno una nuova tecnica di investigazione, che potremmo definire del "sospetto globale". Tendenzialmente ogni antagonista, comunista, anarchico o semplice hacker di provincia viene pedinato con molti strumenti di controllo personale al fine di costruire un mirabile castello di sospetti pronti per l'uso. La raccolta di informazioni avviene, oltre al tradizionale pedinamento personale, grazie ad intercettazioni:

-Del traffico telefonico
-Del traffico informatico
-Ambientali

Questi tre strumenti complementari costituiscono i principali record di un database europeo la cui portata è chiarita dalle recenti rivelazioni di un ex carabiniere toscano; migliaia e migliaia di files testuali e vocali memorizzati su centinaia di migliaia di italiani "sospetti" di collusioni morali o materiali con ambienti estremistici. Questi i numeri della schedatura generalizzata. Il "sospetto di polizia", antico istituto pre-napoleonico non è indice di colpevolezza "probabile" ma indice di "possibile" dedizione al reato, al misfatto, "possibile" minaccia all'assetto sociale. Il "sospetto di polizia", creatura mostruosa di questa società, porta con sé quel bagaglio di intimidazioni e strumenti di controllo sociale più ampio e meno "apparente" del carcere (circolazione di notizie tra conoscenti, articoli sui giornali locali, contatti informali con amici e parenti del sospetto, minacce vere e proprie, etc) che costituiscono le premesse per ulteriori riduzioni del pur generico "diritto al pensiero".

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Ecco l'Italia delle intercettazioni sotto ascolto solo 26mila persone

Lunedì, 21 giugno 2010 • Categoria: Intercettazioni

"Il tandem Berlusconi-Alfano sta raccontando del mondo delle intercettazioni un cumulo di menzogne. Purtroppo non possiamo dire esattamente quello che pensiamo con nome e cognome, perché con questi ci dobbiamo lavorare. Aiutateci". La protesta sale ovunque. Ma è soprattutto al Nord, dove hanno sede le principali società specializzate in telefoni e microspie, che si trasecola. Ieri c'è chi è andato su Youtube, chi ha cercato le agenzie stampa, molti sono di centrodestra e non credevano alle loro orecchie nel sentire il premier che, tra gli applausi della Confcommercio, raccontava che 1 "In Italia siamo tutti spiati. vengono fuori sette milioni e mezzo di persone che possono essere ascoltate. Questa non è vera democrazia.".

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Berlusconi, "Siamo tutti spiati"

Mercoledì, 16 giugno 2010 • Categoria: Spionaggio

«Così non può essere in un paese civile. Non è vera democrazia, non è tutelata la libertà di parola. Non lo tolleriamo più». Così Silvio Berlusconi sulle intercettazioni, parlando all’assemblea della Confcommercio. «Ditemi se è possibile essere spiati in questo modo». Ha poi ribadito: «Occorre riformare la costituzione». La Carta è stata scritta «in un’altra epoca» e occorre modificarla. C’è una piccola lobby di magistrati e giornalisti che è contro» il disegno di legge del governo, dice il premier. «Noi abbiamo preparato il provvedimento in quattro mesi», ma - racconta il Cavaliere - l’iter si è rivelato lunghissimo.

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