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Facebook Poke per spie e amanti clandestini

Venerdì, 28 dicembre 2012 • Categoria: Privacy
Mannaggia a Facebook. L’avesse messa a disposizione qualche mese prima – la sua applicazione Poke –  e David Petraeus sarebbe ancora direttore della CIA. Come si sa, il focoso ex generale è stato incastrato anche dalle centinaia di messaggi erotici che aveva continuato a inviare all’ex amante Paula Broadwell dopo che lei lo aveva lasciato. Con Poke non sarebbe successo. L’app gratuita rilasciata qualche giorno fa da Facebook, infatti, permette di spedire messaggi, foto e video che si autodistruggono dopo pochi secondi. Dunque, se fate la spia, avete relazioni clandestine o non volete lasciar traccia di messaggi, immagini e filmati compromettenti, Poke può essere una soluzione. Al momento funziona solo sui dispositivi Apple, ma presto arriverà anche su Android e Windows Phone 8.

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Webcam e riservatezza, rischio intercettazioni, come difendersi

Martedì, 6 settembre 2011 • Categoria: Privacy
"Dal controllo delle strade all'epoca dei cyber-ricatti. Sono sempre più piccole, i loro costi sono bassissimi e sono presenti su ogni pc, tablet, portatile di ultima generazione anche perché la diffusione di programmi di condivisione delle immagini tipo Skype che consentono di videochiamarsi in rete le rende pressoché indispensabili ai giorni d'oggi. Sono utilissime, quindi, le webcam ossia quelle microscopiche videocamere che ormai rappresentano degli occhi che vigilano nelle nostre case, nei nostri uffici, ma anche nei luoghi più impensabili, tipo parchi, strade ed altri spazi pubblici.
Vi è da dire, però che la loro miniaturizzazione, ha consentito che gli ultimi ritrovati sono diventati degli "occhi" pressoché completamente autonomi, in quanto si collegano direttamente alla rete attraverso un proprio indirizzo IP ed la cui unica finalità è inquadrare costantemente ed anche ventiquattrore su ventiquattro ciò che l'obiettivo sta inquadrando.
Molto utili quindi per la videosorveglianza ma anche strumenti assai invasivi della privacy e della riservatezza delle persone se non utilizzate per i fini a cui dovrebbero essere legalmente demandate. Tant'è che è sufficiente che le impostazioni di sicurezza della rete locale non vengano regolate correttamente, il mini-sito della webcam è infatti visibile da chiunque via Internet e basta digitare su qualsiasi motore di ricerca alcune particolari parole per trovarne di accessibili in ogni parte del mondo.

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SIM Anonime Legali

Mercoledì, 3 agosto 2011 • Categoria: Privacy
Liverpool, 3 agosto 2011

Da diversi anni la legge Pisanu prescrive procedure che rendono impossibile l'emissione di SIM telefoniche anonime. La legge fu adottata come contromisura d'urgenza contro il terrorismo e la criminalità nel 2005, senza che si svolgesse alcun dibattito pubblico, come spesso accade. Un effetto collaterale della legge Pisanu è stato il blocco della diffusione del Wi-Fi in Italia, ragione per cui il nostro paese si trova ora in una situazione di arretratezza tecnologica. Un'altro effetto collaterale, è stato il permanere di alte tariffe per la telefonia cellulare, venendo a mancare la concorrenza del VoIP mobile, che avrebbe potuto passare per gli Hot Spot Wi-Fi, specie nelle grandi città.

Non si è avuto un dibattito pubblico fra esponenti delle forze dell'ordine, della società civile e della comunità scientifica, come dovrebbe essere in casi simili. Eppure, a livello internazionale, alcuni esperti in sicurezza di spicco ritengono che l'anonimato nelle telecomunicazioni abbia nella pratica più usi positivi che negativi nella società. Ritengono anche che la contromisura sia totalmente inefficace rispetto ai problemi del terrorismo e della criminalità.

Alcuni esempi? Per aggirare il problema, la criminalità organizzata ed i loro fiancheggiatori hanno fatto ricorso al furto di identità. Il caso delle Talpe di Palermo, che ha portato in carcere, fra gli altri, il parlamentare Totò Cuffaro, è esemplare. Uno dei protagonisti, il re della sanità siciliana ingegnere Aiello, aveva fatto intestare delle SIM a nome di propri insospettabili dipendenti. Ecco aggirata la legge Pisanu. Intestare delle SIM ad un soggetto debole – per esempio un senza tetto – e poi utilizzarle, è un'operazione piuttosto semplice.

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Facebook: un bug rende pubblici i video privati

Giovedì, 28 luglio 2011 • Categoria: Privacy
Non capita raramente di parlare dei problemi di privacy che attanagliano uno dei maggiori social network. Stiamo parlando di Facebook che, ancora una volta, si fa riconoscere per la scarsa sicurezza che offre ai suoi iscritti. Questa volte il danno è stato causato da un bug del portale che ha reso pubblici alcuni contenuti privati. Si tratta dei video clip che, mediante il network, possono essere resi disponibili solo ad uno stretto e preciso numero di persone. Basta, infatti, settare i nomi degli utenti che possono accedere al filmato per rendere a tutti gli altri il contenuto invisibile. Per circa una settimana questa funzione non ha operato correttamente ed i video, che avevano un accesso riservato, sono divenuti pubblici. La problematica rendeva di dominio generale "solo" i thumbnail dei clip, con la loro descrizione e finanche i tag delle persone incluse nella visione. Al click, però, non risultava visibile l’intero filmato.

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Garante Privacy: nelle selezioni di personale è illecito utilizzare test con domande su sfera personale dei candidati

Mercoledì, 27 luglio 2011 • Categoria: Privacy
l Garante della Privacy, con Provvedimento del 21 luglio 2011, si è pronunciato in merito alla liceità delle operazioni effettuate nell'ambito di una procedura di selezione nella quale sarebbero stati utilizzati questionari di personalità contenenti domande su aspetti, anche intimi, della sfera personale dei candidati. Nello specifico l'Autorità, precisando che l'art. 8, l. n. 300/1970, fa "divieto al datore di lavoro, ai fini dell'assunzione [...] di effettuare indagini, anche a mezzo di terzi, sulle opinioni politiche, religiose e sindacali del lavoratore, nonché su fatti non rilevanti ai fini dell'attitudine professionale del lavoratore" e che l'art. 10, D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, vieta tra l'altro di trattare dati personali dei lavoratori che non siano strettamente attinenti alle loro attitudini professionali e al loro inserimento lavorativo, sottolinea come l'intenzione del legislatore è quella di tutelare con particolare attenzione i candidati alla ricerca di un posto di lavoro, vietando espressamente - ed indipendentemente dal consenso dagli stessi eventualmente manifestato -

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Il glossario dei dati riservati

Martedì, 31 maggio 2011 • Categoria: Privacy


Certificazioni digitali, identità elettronica e iniziative italiane in sede di amministrazione digitale. Abbiamo intervistato Cosimo Comella, dirigente informatico dell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali per capire a che punto siamo e quali sono le eventuali criticità evidenziante dal Garante.“Noi pensiamo – ha detto Comella ai microfoni di Justice Tv - che per offrire oggi i servizi online sia necessaria la certificazione digitale dei servizi on line.Questa però deve essere ben fatta, dove per ben fatta si intende non solo avendo a mente la sicurezza del canale trasmissivo, che è la preoccupazione di tutti, cioè evitare il terzo nel mezzo l'intercettazione abusiva che si interpone nel canale di collegamento, ma anche dare agli utenti la possibilità di verificare la sicurezza del canale.

Da questo punto di vista c'è ancora del lavoro da fare perché l'uso delle certificazioni digitali talvolta è annidato a livello di presentazione in modo tale da non consentire la verifica dell'identità digitale in modo agevole”.


Spiare.com

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Utenti iPhone e Android spiati: Apple e Google nella bufera

Mercoledì, 27 aprile 2011 • Categoria: Privacy
di Nicola Bruno


Negli Stati Uniti sono già partite una class action, un’interrogazione al Congresso e un invito per Apple e Google a comparire davanti ad un procuratore generale. In Italia, Francia, Germania e Corea del Sud sono invece state le Autorità per la Privacy e la Comunicazione le prime a mobilitarsi.

A meno di una settimana dalla scoperta che i dispositivi Apple (iPhone, iPad e iPod 3G) e Android raccolgono informazioni dettagliate su tutti gli spostamenti del proprietario, si infiamma il dibattito sulla privacy degli smartphone e tablet di nuova generazione. Dalla polemica sul “file nascosto” facilmente accessibile da chiunque, ora l’attenzione si è spostata sull’utilizzo che Apple e Google fanno dei “geo-data” (informazioni localizzate) raccolte sui dispositivi mobili e poi conservati nei propri database. Sono davvero protetti e trattati in maniera anonima? E perché gli utenti non vengono adeguatamente informati sulle finalità di questa raccolta dati?

Le reazioni di Google e Apple - Se, da una parte, Google ha scelto la strada della trasparenza, spiegando da subito che la raccolta di dati è limitata e comunque necessaria per offrire servizi di localizzazione migliori (come, ad esempio, le mappe aggiornate del traffico), ancora non è arrivata nessuna risposta ufficiale da parte di Apple. L’unica presa di posizione sul tema risale a circa un anno fa, quando in una lunga lettera inviata a due Senatori statunitensi, la casa di Cupertino ammise di raccogliere “in maniera intermittente” le coordinate spaziali dei propri utenti. I geo-data - spiegava il colosso di Steve Jobs - vengono prima salvati sul dispositivo, poi resi anonimi attraverso un numero di identificazione e infine inviati ogni 12 ore ai server Apple dove vengono conservati in un database accessibile internamente. Per gli utenti più attenti alla privacy - garantiva Apple nella lettera - è sempre possibile disattivare le funzionalità di localizzazione e così essere sicuri di non essere più “spiati”.

Spy Phone

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Privacy: campagna referendaria, serve consenso per sms e email

Lunedì, 25 aprile 2011 • Categoria: Privacy

Libertà di utilizzo dei dati raccolti direttamente da pubblici registri, elenchi o altri documenti conoscibili da chiunque senza contattare gli interessati o se il materiale propagandistico è di dimensioni ridotte, tali da non potere inserire un'informativa sulla privacy, al contrario di lette o e-mail. Serve invece il consenso dell'interessato, se si tratta di sms, e-mail, mms, telefonate preregistrate e fax. E' quanto viene riportato, in vista dei referendum del 12 e 13 giugno, in un comunicato della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, inoltrato dal Commissariato del Governo di Trento ai sindaci dei Comuni, ai partiti e ai movimenti politici, contenente il provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali.




Microtelecamere

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Utilizzo di microcamere o registratori per denunciare minacce

Sabato, 12 febbraio 2011 • Categoria: Privacy

Siccome la normativa in materia di privacy mi risulta complicata, vorrei chiedere se qualcuno può aiutarmi a riguardo.Nel caso in cui registrassi con una microcamera o un registratore un colloquio tra me ed una persona che mi rivolga delle minacce, potrei utilizzare tale registrazione come prova testimoniale per presentare una denuncia ai carabinieri ed utilizzarla in sede di giudizio penale e/o civile? In caso di risposta affermativa potreste indicarmi riferimenti normativi e giurisprudenziali?

Registratori Audio

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Panda Security, gli hacker approfittano delle feste per inviare malware su Twitter

Domenica, 5 dicembre 2010 • Categoria: Privacy

I laboratori di Panda Security segnalano la diffusione su Twitter di malware spediti attraverso messaggi di auguri festivi. Attraverso l'utilizzo di metodi simili alle tecniche di Black Hat SEO, gli hacker stanno sfruttando i temi più attuali per realizzare vere e proprie campagne di distribuzione di nuovo malware. Ci stiamo avvicinando al periodo natalizio e soggetti quali il Calendario dell'Avvento, Hanukkah e Grinch sono tra i più popolari utilizzati dai cyber criminali per attrarre gli utenti.

Migliaia di tweet sono stati postati con richiami a temi festivi, come Nobody cares about Hanukkah (nessuno si preoccupa di Hanukkah) o Shocking video of the Grinch (video shock su Grinch), accompagnati da brevi URL che conducono a siti Web pericolosi. i utenti che cliccano sul link verranno ricondotti su una pagina che tenterà di colpire il sistema con falsi codec, sfruttando una falla di sicurezza di un file PDF, cercando di convincerli a procedere con il download di un codec (in realtà è un Trojan downloader) che scaricherà ulteriore malware sul computer compromesso.

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Navigare anonimi su Internet con Tor

Martedì, 16 novembre 2010 • Categoria: Privacy

Quando navigate su internet lasciate sempre delle tracce più o meno evidenti, nella maggior parte dei casi questo non importa ai navigatori perchè non reca loro nessun tipo di problema pratico, ma in alcuni casi potrebbe essere utile navigare in maniera anonima. Attraverso l’indirizzo ip viene identificata la vostra connessione ad internet e attraverso i cookie può essere tenuta traccia dei siti che visitate, permettendo a quest’ultimi di “riconoscervi” anche in un secondo momento. Vediamo come sia possibile navigare su internet nascondendo il proprio indirizzo ip e cancellando i Cookie.In realtà per quanto riguarda i Cookie tutti i Browser danno la possibilità di eliminarli, quello che risulta più difficile è nascondere il proprio indirizzo IP, ma per quello ci viene in aiuto TOR, un programma completamente gratuito appositamente creato per garantire una navigazione quanto più anonima possibile.

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Navigare anonimi su internet con i proxy, vpn e indirizzi IP falsi

Lunedì, 15 novembre 2010 • Categoria: Privacy

Navigare restando anonimi significa che il nostro IP in uscita da internet è diverso da quello vero e diverso ad ogni connessione, inoltre può diventare possibile visitare siti che sono bloccati da proxy aziendali.
Ci sono diversi modi per restare anonimi e può servire per non lasciare tracce di visita sui siti, per sfruttare i i servizi online oscurati o bloccati, che sono utilizzabili in modo limitato per singolo IP, per usare servizi americani o cinesi riservati solo nei loro territori e, cosa più importante, per mantenere la privacy.

Prima di tutto, c'è da distinguere: in un altro articolo si parla di come navigare in privato su internet senza memorizzare cronologia e dati di navigazione sul computer.

Navigare su internet anonimi invece significa nascondere il proprio indirizzo ip per non farsi localizzare e non far sapere da dove ci si collega; i migliori metodi sono:

1) sul sito Ananoos.com si può richiedere l'invito a un servizio beta che per ora è gratuito.
Si scrive il proprio indirizzo mail dove è scritto Pas Invitation, poi si ottiene un codice di invito che va scritto su "Avez une invitation" e poi si mette il codice di offerta grtuito ricevuto sempre dalla mail di invito.
Il servizio è in beta e non si deve pagare.
Di seguito, ci si iscrive con nome e password e si scarica il programma OpenVPN che consente di creare una nuova connessione LAN con nuovi parametri, con IP e DNS straniero che permettono di naviga su internet anonimamente e velocemente su tutti i siti non attivi in Italia (funziona anche con Megavideo.com)

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Facebook: come proteggersi dalle applicazioni "spia"

Domenica, 31 ottobre 2010 • Categoria: Privacy

La Privacy e Facebook, una storia che non finirà mai. Pensavate che Mark Zuckerberg e soci avessero saldato il loro conto con i profili degli utenti, definitivamente? Vi sbagliavate! Da come scrive il Wall Street Journal il più famoso social network del mondo trasmette a società esterne i dati di tutti gli iscritti,attraverso delle applicazioni, le società che acquiistano i dati sono delle grandi multinazionali,esperte in marketing pubblicitario.Tutte le varie applicazioni di Facebook,compreso Farmville,trasmettono fuori dal sito i dati identificativi di milioni di utenti che hanno il loro profilo aperto, attraverso un numero univoco dal quale si può risalire all'identità dell'utente, con una ricerca in internet, possiamo leggere anche le informazioni confidenziali, quali età,sesso,residenza e professione. Ma c'è molto di più. Alcune di queste applicazioni hanno "spiato" anche tra le informazioni degli anici degli utenti, colpendo anche quegli utenti che avevano settato il loro profilo in modo "chiuso".

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Spie britanniche davanti... al pc

Venerdì, 29 ottobre 2010 • Categoria: Privacy

E' iniziata la caccia al ladro in Inghilterra. Volontari davanti al pc tutto il giorno, a controllare in tempo reale se qualche ladro si intrufola dentro qualche negozio. In caso positivo, premendo un tasto "alert" invieranno un sms al proprietario del locale, avvertendolo del tentato furto. Il servizio si sviluppa tramite dei volontari che diretti dalla società britannica, Internet Eyes, controllano giorno e notte i locali degli abbonati a questo servizio. Addirittura c'è un premio per lo "spione" di 1.000 sterline al mese. Possono partecipare tutti i maggiorenni pagando una piccola tassa d'iscrizione. Non è possibile scegliere i filmati che vengono trasmessi al proprio pc, che comunque non riguardano mai la propria zona di residenza. Gli interessati, secondo l'azienda, sono oltre 13.500 in tutta Europa.

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Privacy, la Germania vara nuove regole Vietato spiare i dipendenti su Facebook

Martedì, 24 agosto 2010 • Categoria: Privacy

Inclinazioni sessuali, consumo di stupefacenti, abitudini e stili di vita poco ortodossi fuori dall’orario di lavoro? Per i datori di lavoro tedeschi queste informazioni non potranno più essere affare loro, o almeno non potranno usare legalmente queste informazioni per colpire con provvedimenti o per motivare licenziamenti dei loro dipendenti. Stesso discorso vale per chi si sta candidando a un posto di lavoro: la ricerca di informazioni che esulino dal contesto professionale verrà vietata per legge in Germania, grazie a una legge che mercoledì 25 agosto dovrebbe essere votata e approvata dal gabinetto tedesco. Un bel passo in avanti che non riguarda soltanto la sfera dell’identità online degli impiegati, ma si allarga anche al monitoraggio video dei loro movimenti attraverso l’uso di telecamere, così come allo spionaggio di comunicazioni via email e via telefono, anche se della ditta.

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