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La Cassazione 'assolve' gli 007 in borghese: "Lecito spiare i dipendenti"

Venerdì, 19 novembre 2010 • Categoria: Spionaggio

I dipendenti possono essere spiati dagli 007 in borghese. Lo rileva la Cassazione nel confermare la legittimità del licenziamento per giusta causa, inflitto al direttore di una catena di supermercati Standa di Messina, sorpreso con controlli occulti a prelevare merce dagli scaffali con gli scontrini riciclati. Per la Sezione lavoro, che ha bocciato il ricorso di Giovanni C. "sono legittimi i controlli posti in essere dai dipendenti di agenzie investigative che operano" in maniera occulta "come normali clienti e non esercitano alcun potere di vigilanza e controllo".

Infatti, annotano ancora i supremi giudici, "rientra nel potere dell'imprenditore la facoltà di avvalersi di appositi organismi per controllare, anche occultamente il corretto adempimento delle prestazioni lavorative al fine di accertare mancanze specifiche dei dipedenti, già commesse o in corso di esecuzione".

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La Cassazione regolamenta i software spia

Lunedì, 21 giugno 2010 • Categoria: Sorveglianza informatica

Una nuova sentenza (n.4375) della Cassazione getta nuova luce sui rapporti tra datore di lavoro e dipendenti relativamente all'uso dei sistemi informatici in ufficio. Spesso le sentenze della Cassazione vengono lette con colpevoli generalizzazioni ed eccessiva superficialità, dunque occorre attenersi al testo e limitare la decisione al caso specifico. Ma è un caso destinato comunque a far discutere, poiché boccia il datore di lavoro che ha monitorato le attività di un datore di lavoro sul pc, bocciando le attività extra-lavorative e sfruttando le stesse per giungere al licenziamento dell'addetto.La sentenza è ben riassunta da PMI.it, secondo cui «La suprema Corte ha giudicato illegittimo il licenziamento del dipendente avvenuto per ben due volte con la motivazione di "avere usato internet per ragioni non di servizio in contrasto con il regolamento aziendale", ritenendola una una violazione della riservatezza e dell'autonomia del lavoratore».

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