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Registrare si può, ma solo in buona fede

Lunedì, 23 agosto 2010 • Categoria: Intercettazioni

La liceità delle intercettazioni è un argomento al centro del dibattito anche fuori dall'Italia. In particolare negli Stati Uniti, dove si parla in questo caso di quelle ambientali, e nello specifico di registrazioni compiute a mezzo smartphone, un iPhone.A far discutere è la legge sulle intercettazioni del Maryland, secondo cui il registrato deve esserne consapevole affinché sia lecita.L'ultimo caso portato davanti al tribunale, tuttavia, ha permesso ad un giudice di adottare il buon senso e limitare la portata di quanto previsto: doveva decidere riguardo a un'eredità contesa e valutare la registrazione delle ultime volontà di una madre morta senza lasciare testamento, raccolte dal figlio durante una conversazione familiare all'insaputa dei partecipanti.

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Spiati. Perché?

Giovedì, 24 giugno 2010 • Categoria: Intercettazioni

Il "sospetto di polizia"

La recente recrudescenza di lotte sociali nell'occidente ha portato ad un'acutizzazione in senso repressivo dell'operato delle forze di polizia.
In seguito a questo processo sociale, e collateralmente alla promulgazione di leggi di tutela del "diritto alla privacy", si è avviata da qualche anno una nuova tecnica di investigazione, che potremmo definire del "sospetto globale". Tendenzialmente ogni antagonista, comunista, anarchico o semplice hacker di provincia viene pedinato con molti strumenti di controllo personale al fine di costruire un mirabile castello di sospetti pronti per l'uso. La raccolta di informazioni avviene, oltre al tradizionale pedinamento personale, grazie ad intercettazioni:

-Del traffico telefonico
-Del traffico informatico
-Ambientali

Questi tre strumenti complementari costituiscono i principali record di un database europeo la cui portata è chiarita dalle recenti rivelazioni di un ex carabiniere toscano; migliaia e migliaia di files testuali e vocali memorizzati su centinaia di migliaia di italiani "sospetti" di collusioni morali o materiali con ambienti estremistici. Questi i numeri della schedatura generalizzata. Il "sospetto di polizia", antico istituto pre-napoleonico non è indice di colpevolezza "probabile" ma indice di "possibile" dedizione al reato, al misfatto, "possibile" minaccia all'assetto sociale. Il "sospetto di polizia", creatura mostruosa di questa società, porta con sé quel bagaglio di intimidazioni e strumenti di controllo sociale più ampio e meno "apparente" del carcere (circolazione di notizie tra conoscenti, articoli sui giornali locali, contatti informali con amici e parenti del sospetto, minacce vere e proprie, etc) che costituiscono le premesse per ulteriori riduzioni del pur generico "diritto al pensiero".

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